Da anni uno degli attori più amati e premiati del Cinema italiano, Elio Germano ha anche una vita musicale parallela alla sua  carriera cinematografica. L'attore romano è stato protagonista di questi ultimi mesi grazie all'Orso d'argento vinto come miglior attore per la sua interpretazione di Antonio Ligabue nel film di Giorgio Diritti "Volevo nascondermi", ma è anche tra i protagonisti dei prossimi Nastri d'argento 2020 per "Favolacce", l'acclamato film dei fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo – candidato come Miglior film – in cui è protagonista con Barbara Chichiarelli, Gabriel Montesi, Max Malatesta ed Ileana D'Ambra.

Il Covid ha bloccato la promo delle Bestierare

Proprio presentando il suo film a Fanpage.it l'attore aveva spiegato che in questo periodo complesso a causa del Coronavirus, con i set bloccati, lui comunque non avrebbe lavorato "dovendomi fermare dopo mesi di incessante attività", ma che comunque aveva in qualche modo subito l'isolamento forzato a causa del Coronavirus, perché nelle sue intenzioni c'era la promo dell'ultimo album del suo gruppo rap Bestierare: "L'unico contraccolpo subito è stata la mancata promozione del nuovo disco con il mio gruppo musicale, le Bestierare" ha detto Germano che lo scorso agosto ha pubblicato il quarto lavoro "Tutto sommato".

Bestierare, barre da oltre 20 anni

Muovendosi agevolmente nelle varie arti e ontologicamente mutevole vista la sua principale occupazione, per quanto riguarda la musica Germano ha scelto il rap e col nome di Elio Jazz Germano, rappa da anni assieme a Johnny Para e Matt Plug accompagnati nei live da Dj Amaro. I Bestierare hanno all'attivo quattro dischi autoprodotti e autodistribuiti, ovvero "Come un animale" e "Precario" usciti nel 2008, "Per uscire Premi Icsilon" del 2013 e, appunto, "Tutto sommato". Figlio di una scena fondamentale per il rap italiano, le Bestierare si muovono proprio sulle orme di un mondo che ha regalato all'Italia artisti come Assalti frontali, Colle der Fomento o i Cor Veleno di Primo Brown, fino a Noyz Narcos.

Un rap che parla di discriminazioni, lavoro e impegno

È lì che affondano le radici della band, niente a che vedere con al nuova scena trap – che pure ha Roma uno dei suoi poli principali -, come spiegano molto bene in "Semplice (R.A.P.): "Se mi fai un Bum, poi mi fai un Cha, non serve nient'altro, solo bestie da palco, dice mettici un campione e già la testa ti si muove, conta fino a tre hai preso già la botta, questo è il rap semplice come una volta". E se il beat ha sempre qualche rimando alla golden age degli anni '90, mescolando elettronica, i temi sono uno dei punti forti e fermi della band: c'è il viaggio nelle sue varie forme, come rappano in Derive ("Anziani, bambini, sunniti, sciiti,bersagli cecchini, bagagli detriti, burqua, bombe, barche a mare, onde, migrante, residente, transitante, richiedente. I negri ci invadono, difendi il territorio, ti rubano il lavoro, deturpano il decoro, sono ostili ai nostri valori civili, finché non trovi quattrini fuori dai nostri confini (…) agli uomini d'affari apriamo tutti i capitali"), ma anche temi come NO-Tav (come in "Alta resistenza – No Tav" appunto), discriminazioni, sfruttamento e lavoro. Il rap che non ha nulla a che fare con egotrip e ostentazione, ma solo, per fortuna, un orgoglioso stile conscious.