Arriva alle battute conclusive la Notte della Taranta che questa sera vedrà raccogliersi a Melpignano (Lecce) circa 200 mila persone che, come ogni anno, confluiscono nel paese salentino per assistere al concertone finale di cui quest'anno è Maestro concertatore Raphael Gualazzi, dopo l'esperienza, lo scorso anno, di Carmen Consoli. È il ventesimo anniversario di una delle manifestazioni musicali estive più attese e in grado di far confluire tantissime persone di ogni nazionalità attorno a una delle tradizioni che caratterizzano la zona, la taranta, appunto. Dialogo e soprattutto pace sono le parole principali di questa edizione per cui sono state predisposte imponenti misure di sicurezza, rafforzate dopo i recenti attentati, con circa mille uomini in campo tra agenti delle forze dell'Ordine, steward e uomini della protezione civile.

Un evento unico per Gualazzi

"Sarà un evento unico e la sfida più grande sarà smettere di suonare e scendere dal palco" ha detto il cantante in conferenza stampa, presentando l'evento di stasera che vedrà tra i protagonisti il vincitore di due Grammy Awards, Gregory Porter, Suzanne Vega, autrice di una canzone simbolo come "Luka", l'israeliana Yael Deckelbaum, i BoomDaBash e la prima ballerina della Scala, la salentina Nicoletta Manni, danzerà sulle coreografie di Luciano Cannito che dirigerà anche il Corpo di ballo ufficiale, mentre ai 21 componenti dell'Orchestra Popolare si uniranno anche il chitarrista di David Bowie, Gerry Leonard, il sassofonista dei Rolling Stones, Tim Ries, e il percussionista cubano Pedrito Martinez.

Un messaggio contro la paura

Per l'occasione Gualazzi ha lavorato a un repertorio in cui "sarà la pizzica a portare tutti noi verso se stessa", e un altro "più contaminato dal mio amore per la musica afro-americana in cui – dice -trasporterò, nella ipnosi della Taranta, le influenze che questi ritmi hanno avuto sulla musica jazz". E alle 21, dopo il minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del terrorismo, verrà letto un messaggio con cui Dario Solesin, fratello di Valeria, la ricercatrice italiana uccisa nel 2015 nell'attentato al Bataclan di Parigi, si schiera contro la paura.