17 Luglio 2016
13:47

L’ex marito di Amy Winehouse: “Aveva tentato il suicidio pochi giorni prima della morte”

Amy Winehouse avrebbe tentato il suicidio una settimana prima della morte avvenuta per avvelenamento da alcol. Lo ha dichiarato l’ex marito Blake Fielder-Civil al The Sun, spiegando che lo avrebbe ammesso la cantante in una telefonata.
Amy Winehouse e Blake Fielder–Civil (Getty Images)
Amy Winehouse e Blake Fielder–Civil (Getty Images)

È successo per Michael Jackson e succede, puntuale, anche per Amy Winehouse. C'è chi li chiama scoop a orologeria e chi semplicemente non si cura del tempo, ma della sostanza e la sostanza, stando a quanto riporta il noto tabloid inglese The Sun, è che Amy Winehouse avrebbe tentato il suicidio qualche giorno prima di trovare la morte per avvelenamento da alcol, il 23 luglio del 2011. Lo dice l'ex marito Blake Fielder-Civil in un'intervista esclusiva in cui l'uomo, che portò la cantane di "Back in Black" nel tunnel dell'eroina, ripercorre gli ultimi giorni della vita della cantante e sopratutto una chiamata che la Winehouse gli fece per ricordargli del loro anniversario di matrimonio. Telefonata a cui lui non potette dare corda, visto che la nuova compagna Sarah Aspin, in quel momento, aspettava il loro primo figlio: "Le disse che non potevo parlare dal momento che Sarah stava per avere nostro figlio e attaccai. Col senno di poi avrei dovuto immaginare che questa cosa l'avrebbe ferita".

L'ammissione: "Mi sono tagliata gravemente"

L'uomo mette giù di corsa probabilmente anche perché in precedenza la Aspin, che aveva conosciuto Fielder-Civil in riabilitazione, aveva denunciato la Winehouse per stalking. Al Sun l'uomo ha spiegato: "Amy avrebbe amato avere un figlio, ma era Sarah che lo stava aspettando e non lei. In quel momento però ero preso e non ci ho pensato". Ma è stato il giorno dopo che scoprì quanto quella telefonata avesse ferito l'ex moglie:

Il giorno dopo la telefonai per scusarmi e le feci gli auguri di buon anniversario e lei mi disse che si era tagliata gravemente – continua l'uomo al The Sun -. Mi disse che era una cosa seria. Ma a Amy non importava più di vivere o morire, era completamente indifferente alla cosa e il confine tra questo e il suicidio è veramente labile. Amy era un pericolo reale per se stessa.

Le colpe di chi le era vicino

Amy Winehouse e Blake Fielder-Civil si erano sposati nel 2007 divorziando un paio di anni dopo, a seguito di una relazione che fu, stando alle testimonianze, catastrofica anche per le conseguenze della dipendenza da alcol e droghe. L'uomo, poi, ha anche dichiarato che crede che la morte della cantante non sia stata accidentale ma si sia trattato di suicidio: "Sospetto che la morte di Amy sia stato un suicidio. Dopo anni di bevute avrebbe dovuto sapere quanto si sarebbe potuta spingere. Forse aspettava l'arrivo di qualcuno che la fermasse e le portasse via la bottiglia, invece fu lasciata sola e bevve fino alla morte. la gente che le stava intorno stava festeggiando così tanto il nostro divorzio e lo stop all'eroina che non si rese conto quanto lavoro c'era ancora da fare".

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