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“John Lennon non è una limonata”: Yoko Ono fa cambiare il nome alla bibita John Lemon

La vedova dell’ex Beatles ha accusato l’azienda di origine polacca produttrice della bevanda di “aver abusato dell’eredità di John Lennon per vendere soda”. Dalla fine del prossimo mese di ottobre il prodotto cambierà nome e le bottiglie in commercio con quello vecchio saranno fermate.
A cura di Ida Artiaco
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"La memoria di mio marito non può essere abusata per fare da pubblicità ad una soda". È una furia Yoko Ono, la moglie dell'indimenticato John Lennon, il cantante morto prematuramente nel 1980. La vedova dell'ex Beatles ha fatto causa, tramite i suoi avvocati, ad una azienda specializzata nella produzione di bevande di origine polacca, la Mr. Lemonade Alternative Drinks, rea di aver distribuito sui mercati di ben 14 paesi in tutta Europa, tra cui anche quello inglese, la limonata "John Lemon". Il gioco di parole con il nome dell'artista britannico era stato, ovviamente, una buona trovata commerciale per la diffusione del prodotto, ma Yoko Ono non l'ha gradito, chiedendo addirittura al Tribunale dell'Aja un risarcimento di 5mila euro per ogni giorno di vendita e 500 euro per ogni singola bottiglia di questa bibita.

Una somma stratosferica, pari a milioni di dollari di danni, hanno spiegato dagli alti piani dell'azienda polacca. "Siamo un consorzio di startup e non abbiamo gli strumenti per affrontare una persona con un patrimonio simile", ha spiegato il fondatore, Karol Chamera. Da qui la decisione di correre ai ripari, cambiando il nome del brand da "John" a "On Lemon", in vendita dalla fine del prossimo mese di ottobre, e fermando il commercio del primo.

Stando alla ricostruzione effettuata dal quotidiano inglese The Guardian, l’azienda al centro della vicenda è attiva dal 2014, ma ha registrato il marchio "John Lemon" soltanto l'anno scorso. Tuttavia, la Mr. Lemonade Alternative Drinks non si era limitata all'assonanza della bevanda con il nome di Lennon. Nel materiale pubblicitario, diffuso soprattutto sui social network, aveva infatti usato la frase "Let it be", con riferimento al titolo di una delle canzoni più famose dei Beatles, oltre all'immagine di un paio di occhiali tondi come quelli utilizzati dalla rockstar, diventati ormai iconici. Da qui, "l'abuso dell'eredità di John Lennon per vendere soda", come prefigurato dagli avvocati di Yoko Ono.

È la prima volta che la vedova ricorre alle vie legali, dal momento che anche in passato il nome di John Lennon era stato utilizzato a scopi commerciali. Un caso si è registrato anche in Italia, alla fine degli anni Novanta, in una campagna pubblicitaria del supermercato Esselunga, oltre che in una famosa puntata dei Simpson, in cui Bart e Milhouse esplorano la collezione di reperti beatlesiani di Ned Flanders e, dopo aver sorseggiato proprio una lattina di "John Lemon", si ritrovano nel bel mezzo di un trip psichedelico.

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