Il ritorno da solista di J-Ax non poteva passare inosservato. Il cantante continua a mescolare il pop con la sua storia rap, lo fa nei pezzi e lo si vedeva anche nei feat, che vanno da Max pezzali ed Enrico Ruggeri a Boomdabash e Chadia Rodriguez e Jake La Furia. "penso di essere semplicemente un artista che fa della musica che si può definire – così, alla lontana – pop, però ha le radici nel rap" spiega a Fanpage.it. Il racconto della scala mainstream, con cui comincia l'album, mette subito in chiaro un po' di cose con dissing sparsi nelle barre, poi si sale e scende ("Quando piove diluvia"), c'è la "Mia hit" che è un pezzo che strizza l'occhio alla radio (e il video zeppo di ospiti lo dimostra), ci sono Enrico Ruggeri e Paola Turci a bilanciare e poi c'è "Beretta", un pezzo su armi e femminidio che è difficile far passare inosservato.

J-Ax, ecco ReAle, di cosa sei il re?

Io non sono il re di niente, alla corona preferisco il mio capello da giullare, perché far ridere è molto più difficile che regnare, governare.

La tua carriera è un passaggio dal rap al pop, come ti definiresti, oggi?

Oggi penso di essere semplicemente un artista che fa della musica che si può definire – così, alla lontana – pop, però ha le radici nel rap. Io scelgo le collaborazioni non in base a una scena, le scelgo come un regista sceglie i protagonisti di un suo film, di una buona sceneggiatura che ha sotto mano: chi può aiutarmi a valorizzare questo brano? E a quel punto può essere o Enrico Ruggeri o Chadia Rodriguez, dipende dal brano.

Quanto, secondo te, le nuove generazioni conoscono la tua storia?

La maggior parte del mio pubblico sa benissimo chi sono e mi segue da tantissimo, anche se guardi le stats delle piattaforme streaming vedi che la maggior parte del mio pubblico va dai 18 anni in su. Il fatto che io sia seguito solo da ragazzini è una cosa messa in giro dai detrattori per semplificare il fenomeno J-Ax, per ridurlo ai minimi termini.

Cosa rappresenta "Tutto su tua madre"?

‘Tutto tua madre' è una canzone che parla a mio figlio, ma gli racconta semplicemente la storia che è successa, che abbiamo passato per averlo.

E che rapporto ha tuo figlio Nicolas con la tua musica?

Oggi mio figlio è quello che riesce a capire una hit prima di me; tipo quando c'era Ostia Lido continuava a chiedere: ‘Posso sentire papà che balla, che balla, che balla?' e l'aveva capito molto prima di me che quella sarebbe diventata una hit. Ora comunque è sotto a tutta la musica per bambini e al gangsta rap anni 90: per ogni ‘Baby shark' tento di fargli ascoltare un N.W.A., quindi va a scuola dove si parla inglese e ha già tirato un po' di parolacce che l'han mandato nei guai, ma io sono andato dalle maestre e ho detto: ‘È tutta colpa mia'.

C’è stata un’apertura, grazie a una sentenza della Cassazione sulla coltivazione della cannabis in casa. Come vedi la questione? Pensi che l’Italia stia facendo o ce la farà a fare qualche passo avanti su questo tema?

Tanto di cappello alla Cassazione, però voglio dire che comunque l'Italia, pure quando al Governo c'erano persone favorevoli, non voglio dire legalizzare, ma a fare dei passi avanti verso la normalizzazione della cannabis, si sono sempre scontrate con delle forze molto potenti e importanti che bloccano tutto. Più che un problema di volontà pubblica, credo che da noi ci sia una grossa influenza malavitosa nei confronti del potere. Chi ha da molto da perderci molto, nel caso di una legalizzazione, di un cambiamento di rotta per quanto riguarda le politiche sulla cannabis, sarebbe proprio la criminalità organizzata. Per questo motivo penso che il motivo per cui tutti gli emendamenti vengono bloccati all'ultimo momento sia per colpa delle pressioni che fanno questi grandi gruppi criminali.

Chi si serve della marijuana legale?

Guarda, sono sponsor di una Maria legale e quindi conosco un po' l'ambiente dei rivenditori e vedo, sento, i media che dicono che sono i ragazzini ad andare in questi negozi, ma il core business di questi negozi sono le signore oltre i 40 anni che magari non riescono a dormire, si prendono gocce di CBD o l'erba legale, quello è il grosso del mercato, almeno di quelli che conosco io. Invece il ragazzino, purtroppo, continua a comprarsela in piazza perché è illegale e quindi ancora trasgressivo.

Beretta è un pezzo che farà discutere. Ci spieghi meglio che ne pensi sulla questione violenza sulle donne?

Credo che se la legge non ti aiuta, se una donna subisce violenze per anni, ripetute, ci vuole una legge sulla legittima difesa e soprattutto sull'omicidio per legittima difesa diverso. Penso che se una donna viene picchiata per 20 anni, ma anche per due anni, o due mesi e poi presa dalla disperazione psicologica ammazza il marito o il suo aguzzino, penso che in quel momento sia inferma mentalmente e non possa essere condannata per omicidio e non debba neanche farsi mezz'ora di galera.

Beretta farà discutere, lo sai, vero? Ce ne parli?

Il pezzo rimane in una zona grigia che è un po' la visione che ho io sulle armi. Siamo tutti pronti a gridare ‘No, cazzo, gli americani sono dei pazzi con le loro leggi' e lo sai, a volte la penso così, a volte invece no, perché sono in una zona grigia e forse penso che se non le deve avere nessuno, le armi, allora non le deve avere veramente nessuno, dovrebbero essere impossibili da reperire, le devono avere solo le forze dell'ordine. A volte penso questo, a volte no, però ho il coraggio di dire che non per forza devo appartenere alla corrente liberal sinistroide: io sono un libertario, quindi, su certe cose la penso come la sinistra, su altre cose la penso in un'altra maniera e quindi come dico nella canzone, io non so se è colpa della Beretta, cioè delle armi, so che non siamo in Carolina del Sud, ma so una cosa, adesso che lei ha fatto questo lui non la picchierà più.