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Intervista a Enrico Ruggeri. L’artista camaleontico racconta a Sanremo 2010 le donne in stile “Barock

Il veterano del Festival, Enrico Ruggeri canta le donne mentre la sua, Andrea Mirò, dirige l’orchestra per lui.
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A cura di Fanpage Admin
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In gara presenta La notte delle fate e ci parla della donne. Nove Festival di Sanremo alle spalle di cui due che lo vedono vincitore. Oggi esce il suo ventinovesimo album, La ruota, e riporta sul palco il suo vecchio gruppo, i Decibel. Intanto propone un tour molto originale.

Enrico, come mai qui a Sanremo?

Perché sono qua? Perché mi sono accorto che il numero delle cose che ho fatto è superiore al tempo che avevo per diffonderle. Il programma tv appena terminato, che ha dato tante soddisfazioni  Mistero, ho scritto ed è uscito il libro che lo riguarda, sta uscendo il mio nuovo album “La ruota”, tra una settimana parte la tournèe. La cosa importante non è passare quei 3-4 minuti sul palco dell’Ariston, ma è arrivare a tutti, è un’occasione per avvicinare i media, in una settimana fai quello che puoi fare in tre mesi.

Il palco dell’Ariston per tutti croce e delizia. Per te com’è?

La cosa bella di quando ti esibisci davanti a persone che sono venute per te, è che starà ad ascoltarti per due ore e mezza. Quella è la collocazione giusta di un artista. Da quel palco ti succede di deconcentrarti. Ricordo, ad esempio, il duetto con Milva. Guardavo il parterre e tra personaggi vari, soubrette, c’era Gloria Guida (quelli della mia generazione possono capire il mio turbamento!), insomma vedi una serie di persone diversissime tra di loro e ti distrai!Mi stavo addirittura dimenticando le parole! Il palco dell’Ariston è una vetrina che ti permette di far sentire la canzone a milioni di persone in una volta sola, però Sanremo è un mezzo e non un fine. Mai!

Com’è nata la canzone La notte delle fate che hai presentato in gara?

Questa canzone “Barock”, conio un termine ora in corsa, è nata da un giro di basso ed è diversa dalle canzoni che ho portato al Festival le altre volte a parte Contessa che fu una rivoluzione epocale!E’ diversa dall’impegno di Nessuno tocchi Caino o dal rock di Mistero. La sfida era riuscire a farmi dire di aver fatto nuovamente qualcosa di diverso!

Perché molti giovani hanno la possibilità di salire su questo palco dell’Ariston e non osano rimanendo a volte rimango banali?

E’ colpa anche dei discografici che prediligono qualcosa sicura. Oggi è difficile riuscire a distinguersi troppo. Nessuno in realtà mi ha spiazzato e sbalordito per l’innovazione.

Come hai iniziato a fare tv?

Mi chiamò il direttore di Italia 1 ed ebbi paura del reality, invece mi proposero il progetto per la tv e mi disse che dovevo essere me stesso tranquillamente. Poi ho avuto le altre idee come il programma Quello che le donne non dicono.

Con ironia domando: allora il prossimo anno presenterai il Festival di Sanremo?

No no! E’ una grana che non mi prenderò!

Che giuria vorresti vedere a Sanremo?

Personalmente preferirei una giuria di ex punk!E’ ovvio che i ragazzi che escono dai talent-show prenderanno più voti con il metodo dell’sms.

Ilaria Berlingeri

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