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Il successo di Gianni Morandi: “C’è stato un periodo in cui la gente non mi voleva più”

In uscita con “D’amore d’autore”, Gianni Morandi ha anche conosciuto un momento buio nella sua straordinaria carriera: “Erano gli anni Settanta, la gente quasi non mi vedeva più”.
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Gianni Morandi è in uscita con "D'amore d'autore", in preorder su Amazon e iTunes dal 20 ottobre, un disco che esce quattro anni dopo l'ultimo lavoro di inediti Bisogna vivere. Il progetto porta la firma di grandi autori della canzone italiana: Tommaso Paradiso, Paolo Simoni, Giuliano Sangiorgi, Ermal Meta, Levante, Ivano Fossati e Luciano Ligabue. A "La Lettura", Morandi ha raccontato il suo momento d'oro ricordando che negli anni Settanta quasi non lo vedevano più.

Gli anni Settanta, il periodo buio

Già, perché mettere in discussione un'icona come Gianni Morandi, in questo momento storico, appare come una follia. Eppure negli anni Settanta, all'improvviso, "l'aria cambia" come racconta l'artista nell'intervista firmata da Francesco Piccolo.

I miei veri fan hanno sessant'anni, sono loro che hanno sentito il mio primo disco. Poi negli anni Settanta, è cambiata l'aria e sono sparito per dieci anni, improvvisamente non mi volevano più. Ho tenuto duro. Ricordo che andavo a vedere uno spettacolo di Gaber o andavo al Trianon di Roma, mi guardavano per dirmi: ma tu che cazzo ci fai qui, vai via. […] Non eravamo più nell'aria, nel tempo giusto, era cambiato tutto.

Un momento d'oro

Il punto su una carriera incredibile e su un momento che sembra davvero essere positivo. Gianni Morandi è impegnato su più fronti: dalla fiction Mediaset "L'Isola di Pietro" alla hit estiva "Volare" con Fabio Rovazzi, un simbolo per le nuove generazioni. E poi, ancora, il tour e il live show "Capitani Coraggiosi" con Claudio Baglioni.

Mi trovo in un momento di sfide incrociate, di lavoro, un cumulo di lavoro, di tutte cose insieme, ma è stato casuale. È cominciato dai due Sanremo che ho presentato (2011 e 2012), poi avevo voglia di tornare a cantare e allo steso tempo pensavo che forse dovevo smettere a un certo punto. È bello morire sul palco? O fare come Ivano Fossati? Lui ha mollato, ha detto che non gli va più. Poi Anna mi ha invogliato a fare qualcosa ancora e così arriva la proposta da Mediaset, tre anni fa per una fiction. Poi vado a vedere un concerto di Baglioni, vedo questo spettacolo e mi piace molto, vado da Claudio e gli dico che sono anni che voglio fare qualcosa con lui […] poi faccio un post su Rovazzi e lui mi chiama e mi chiede di fare questa cosa insieme. Quindi si concentra tutto quest'anno, la fiction, la canzone con Rovazzi e poi nel frattempo, appena finito "L'isola di Pietro", la Sony mi propone un disco. Il disco però comporta anche una tournée e quindi adesso c'è anche quella.

Il rapporto con i social

Il rapporto con i social network passa chiaramente per menzionare il grande contributo che ha dato Anna in questa seconda parte di carriera. "Ha già fatto più di 1500 foto" dice Morandi che precisa anche di evitare di rispondere agli insulti sui social.

Mai, dico sempre che hanno ragione. È un bel modo di stare in contatto con gli altri, io poi ho sempre cercato di comunicare in modo semplice. Ogni tanto faccio una diretta, mi metto lì e interagisco, mi faccio fare domande. È un mezzo eccezionale, io mi trovo bene, non mi incazzo mai, neppure quando mi chiedono quando vado in pensione.

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