Era troppo facile pensare che "Tijuana", il nuovo singolo di Emis Killa di cui è stato pubblicato anche il video – diretto da Marc Lucas e Igor Grbesic, e girato tra le vie di Procida -, potesse parlare della città messicana, sulla scia della moda dei tormentoni estivi che da qualche anno a questa parte parlano di viaggi in mete esotiche, invece il rapper ha spiegato che non è così, come si capisce anche ascoltando anche la canzone. Ovviamente il nome della ragazza protagonista non è stato scelto a caso: "Le sonorità del pezzo sono molto latineggianti, non si poteva ignorare totalmente questa cosa ed è il motivo per cui la ragazza si chiama Tijuana e non Luana che non riportava da nessuna parte con l'immaginazione. È un nome sicuramente raro, esiste perché mi sono informato, però si è voluto il fatto di non ignorare totalmente l'atmosfera caliente".

Come nasce Tijuana

"Tijuana era una delle parole chiave uscite per il ritornello, ma non volendo incentrare il pezzo sulla strada più scontata, parlando della città, abbiamo deciso di far sì che Tijuana fosse il nome di una ragazza" ha spiegato Emis Killa ai microfoni di Fanpage.it per parlare di uno degli inediti che anticipa il repack “Supereroe Bat Edition” (Carosello Records), uscito il 21 giugno che contiene anche altri inediti come "Batman" feat. Nayt, prodotta da Big Fish e "Montecarlo" feat. Geolier e prodotta da Dat Boi Dee. "Tijuana parla di una ragazza, a mio avviso giovane, molto monella, che si diverte in giro dalla mattina alla sera e fa tribolare un po' tutti. Inizialmente la canzone era scritta tutta da me e le strofe e il ponte finale sono tutt'ora miei, Davide Petrella oltre a essere un amico – e quindi una persona di cui mi fido molto -, è stato contattato dai produttori e abbiamo deciso di far fare una prova anche a lui poiché l'inciso che avevo fatto io non ci convinceva. Alla fine la formula è rimasta questa, ovvero strofe e ponte sono miei e il ritornello di Petrella".

Il prossimo disco più maturo

Il rapper ha parlato anche della moda latina che inonda le radio italiane durante l'estate, spiegando che prima o poi finirà: "Diciamo che questa cosa della latin trap e del reggaeton, insomma, tutta questa new wave latina nella sua forma più classica secondo me ha un po' stufato e ci sarà una svolta, tanto che persino i latini stessi stanno virando verso qualcosa di meno scontato, non ci resta che stare a vedere", menttre riguardo al suo futuro auspica un cambiamento di rotta: "Mi piacerebbe fare un disco di apertura se vogliamo, che non vuol dire cambiare genere, ignorare le mie radici, però, quanto fare un disco che sia un po' più maturo per quanto riguarda gli argomenti. Ecco, forse trascurerò un po' questo aspetto della tecnica del rap, delle punch line per forza di cose e mi concentrerò più sul fare un disco che possa restare nel tempo".