Biagio Antonacci compie 54 anni e si regala "Dediche e manie", il nuovo album di inediti in uscita per Iris/Sony Music il 10 novembre prossimo. Quattordicesimo album in studio per il cantautore milanese che dopo un inizio stentato è diventato pian piano uno degli cantanti italiani più amati del Paese, autore di decine di canzoni entrate a far parte del patrimonio della musica leggera italiana. Inizialmente il cantante, però, fece la classica gavetta alla ricerca del successo e contemporaneamente all'uscita dei primi due album, infatti, cominciò a scrivere per cantanti come Stadio, Syria, Angela Baraldi, Annalisa Minetti, Mietta e Mia Martini, e nonostante la partecipazione nel 1988 al Festival di Sanremo, nella categoria Nuove proposte, con la canzone "Voglio vivere in un attimo" fu solo col terzo album, "Liberatemi", che avvenne la svolta definitiva.

La luce con "Liberatemi"

Nel 1989 esce "Sono cose che capitano" e due anni dopo, nel 1991 "Adagio Biagio" che pure contiene pezzi che entreranno nel cuore dei fan, come "Danza sul mio petto", ma è solo con "Liberatemi" e le sue 150 mila copie, che il nome di Antonacci diventa noto al grandissimo pubblico. Con Eros Ramazzotti alla chitarra, l'album contiene pezzi come quello omonimo, ma anche "Non so più a chi credere", altri cavalli di battaglia del cantante, con quest'ultimo che gli permette di qualificarsi all'ottavo posto di Sanremo.

L'album omonimo e 150 mila copie vendute.

Il 1994 è l'anno della conferma definitiva con l'album "Biagio Antonacci" che raddoppia le vendite del precedente e ha come prime due canzoni "Non è mai stato subito" e "Se io, se lei", pezzo che entrerà di diritto sul podio delle sue canzoni più note e amate dal pubblico, probabilmente anche per il suo testo.

"Se io, se lei": i dubbi dell'amore.

Quella di Antonacci è una canzone d'amore, ma di un amore finito e delle domande che ne conseguono. Una canzone d'amore anche nell'invito ad andare avanti nell'amare qualcuno senza guardarsi indietro. Il racconto che fa Antonacci è quello di un uomo che si guarda alle spalle, cercando di analizzare il perché sia finita una storia importante, con tutti i se che questo comporta. Se avessi fatto questo, se lei non avesse fatto quello: "Se io, fossi stato un po' meno distante, un po' meno orgoglioso, un po' meno che. Se lei fosse stata un po' meno gelosa, un po' meno nervosa, un po' meno che". Comincia così la canzone, che continua con la malinconia di chi non ha ancora dimenticato: "Adesso dove sei, sotto quale cielo pensi al tuo domani, sotto quale caldo lenzuolo, stai facendo bene l'amore" e termina con un augurio: "Sono contento ama, ama e non fermarti, no. E non cercarmi dentro a nessuno e non aver nessuna paura".