"Nietzsche" è un po' un'anomalia in "Va tutto bene", il primo album di Giulia Molino, terza classificata (seconda nel "Canto") ad Amici. La cantante di Scafati, che oggi vede pubblicato il suo album anche in versione fisica, dopo il rinvio dovuto al Covid-19, infatti, ha inserito questo pezzo rap che stride un po' con il contesto poppeggiante del resto dell'album, ma segna sicuramente, stando a quanto ha dichiarato a Fanpage.it, le basi per sonorità future. Giulia Molino, infatti, ha spiegato di aver sempre ascoltato rap, ma che ha cominciato a cimentarsi in barre e rime molto tardi, scoprendo che era una carta da giocarsi quando ha deciso di tentare la carta Amici e portando proprio questo brano personalissimo in modo da veicolarlo a quante più persone possibili.

Nietzsche ad Amici per comunicare a chi soffre di anoressia con

A differenza di quanto avviene per il resto dell'album, questo brano non è costruito con uno schema che prevede un io che parla a un tu, ma è una sorta di flusso di coscienza della cantante di Scafati. Un flusso di coscienza in cui si parla di anoressia, malattia che la stessa Molino ha attraversato: "Quando sono stata presa ad Amici ho valutato l'idea [di portare Nietzsche] perché era un'occasione per poter far ascoltare un pezzo che comunque parla di dinamiche importanti. Ho pensato che tramite Amici potesse essere un veicolo per comunicare a tutte le persone che soffrono di anoressia che in realtà ce la possiamo fare, che non è un mostro imbattibile" ha spiegato a Fanpage.it.

Il racconto della quotidianità della malattia

"Che ne sai tu di quando volevo sprofondare, che ne sanno i miei amici delle notti presa male. Che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro, quando accanto hai nessuno, chiudi gli occhi e vaffanculo" comincia così questo pezzo in cui Giulia si mette completamente a nudo: "Ogni giorno in paranoia, sempre con la stessa fissa: non mangiare, non toccare il cibo, quello è deleterio. In vista tagli sui polsi, è successo per davvero". "La prima volta che l'ho cantata mi sono fermata, perché ha un linguaggio crudo, parla di una cosa reale, le parole hanno un peso specifico importante" ha spiegato parlando di quando l'ha cantata per la prima volta in trasmissione. Poi ha pensato a quanto avrebbe voluto ascoltare un pezzo del genere quando non stava bene e ha continuato: "Mi sono proiettata in una me passata prima dell'anoressia, se avessi ascoltato una canzone del genere mi avrebbe toccato tanto, ho anche ricercato qualcosa del genere, ma non ricordo qualcuno che ne aveva parlato in maniera così cruda e diretta, per questo ero un po' spaventata, perché è una grande responsabilità parlarne".

I messaggi di chi soffriva di anoressia

E così è stato, in più la portata della trasmissione è stata talmente ampia e le persone a vederlo tante da far arrivare direttamente il messaggio. Sempre a Fanpage.it, infatti, la cantante ha parlato dei tanti feedback avuti da chi aveva vissuto e stava vivendo la malattia: "Quando eravamo al pomeridiano ho ricevuto tanti messaggi di ragazze che dicevano che soffrivano del disturbo e che erano felici che qualcuno ne stesse parlando in un programma come Amici, visto da milioni di italiani e questo mi ha dato la forza di trasmettere questo messaggio e questa esperienza".

Il testo di Nietzsche

Che ne sai tu di quando volevo sprofondare
Che ne sanno i miei amici delle notti presa male
Che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro
Quando accanto hai nessuno
Chiudi gli occhi e vaffanculo

C'ho fame di casini e non si sazia con chiunque
La vita è una puttana e in due secondi arriva al dunque
Ho sempre dato tanto e in tasca mai avuto niente
Tranne il mio dolore che non mostrerò alla gente
Resta lì
Tra le chiavi e le speranze
Tra le cose che non dico e i tatuaggi sulla pelle
Nelle sere nere illuminate solo dalle stelle
Incastrate nei rimorsi di una stupida ventenne
Io ci penso e quasi mi scoppia la testa
Nonostante il tempo passi, Giulia è ancora la stessa
Io ci penso e ci ripenso mentre passano le ore
E mi rigiro dentro al letto, questa notte è una prigione
Bevo un sorso a canna dalla bottiglia
Ogni giorno in paranoia, sempre con la stessa fissa
Non mangiare, non toccare il cibo, quello è deleterio
In vista tagli sui polsi, è successo per davvero

Che ne sai tu di quando volevo sprofondare
Che ne sanno i miei amici delle notti presa male
Che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro
Quando accanto hai nessuno
Chiudi gli occhi e vaffanculo

Della vita che attanaglia
Taglia i pezzi e cuce male
Dei rapporti chiusi in fretta con “niente di personale”
Delle corse in auto folli verso mete sconosciute
Dei mesi chiusa in casa in compagnia del mio computer
Non mi va di uscire e dire "ok, va tutto bene"
Accetto le mie pene, ci convivo e mi conviene
Tanto il mostro non lo uccidi fingendoti felice
Devi prenderlo per mano come l'abisso fece con Nietzsche
Scrivo flussi di coscienza per placare il mio tormento
Tu che ascolti disgustato, non ti vedo e non ti sento
Ho bisogno di parlare di un disagio personale
Che tartassa i miei giorni e non mi lascia respirare
Tra le mura di una stanza c'è il mio spettro che mi parla
Fissa il vuoto dei miei occhi mentre scorrono i rintocchi
Nella testa metto al rogo ogni singolo pensiero
Il sangue prende fuoco come d'Arco al medioevo

Che ne sai tu di quando volevo sprofondare
Che ne sanno i miei amici delle notti presa male
Che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro
Quando accanto hai nessuno
Chiudi gli occhi e vaffanculo