Per un anno Bruce Springsteen ha tenuto uno spettacolo teatrale in cui partendo dalla sua autobiografia "Born to Run" univa la sua musica al racconto della sua vita e della sua formazione, tutto registrato in un album e andato in onda su Netflix. Insomma, era arrivato il momento per quello che è uno dei cantautori simbolo dell'America di fermarsi e raccontarsi, prima con un libro bestseller e poi rendendo tutto ancora più vivo, salendo su un palco e facendo quello che da sempre sa fare: raccontare storie e suonare. E proprio questa lunga storia si aggiornerà con un nuovo capitolo, questa volta di inediti, dal momento che è stato annunciato che il prossimo 14 giugno il cantautore pubblicherà il suo nuovo album “Western Stars”, di cui oggi è stato pubblicato il singolo "Hello Sunshine".

Uno scrigno ricco di gioielli

Quello di Springsteen è un ritorno a cinque anni dall'ultimo lavoro di inediti "High Hopes" del 2014 e pare che, stando a quanto comunicato nella nota stampa che accompagna questo annuncio, porterà "la sua musica verso nuove direzioni, prendendo in parte ispirazione dai dischi pop della California del Sud tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70". Con questo fanno diciannove album di uno dei cantori più amati della musica americana e non solo, diventato mito musicale negli anni, anche grazie alla magia dei suoi live, come sa chiunque abbia assistito ad almeno un suo concerto. Ma è anche la sua capacità di raccontare, la sua scrittura ad averlo reso quello che è: "Questo lavoro è un ritorno alle mie registrazioni da solista con le canzoni ispirate a dei personaggi e con arrangiamenti orchestrali cinematici, è come uno scrigno ricco di gioielli".

Di cosa parla Hello Sunshine

La prima canzone di Springsteen ci immerge immediatamente in un mood in cui chi lo ama trova conforto, soprattutto se ama il lato più malinconico dell'autore di "Born in the Usa". C'è il raggio di sole del titolo, ma il primo verso parte dalla riflessione sul cuore spezzato e il dolore ("Had enough of heartbreak and pain") e di quel debole per la pioggia ("I had a little sweet spot for the rain"), mentre il secondo verso è per le sue scarpe da viaggio e per quel poco di blues che si può prendere da lui. Nel terzo verso ci si trova di fronte alle città isolate, alle strade vuote con nessuno intorno ("You know I always loved a lonely town, those empty streets, no one around"), mentre subito dopo c'è la strada vuota, nessun luogo in cui stare e chilometri da percorrere, ma "chilometri da percorrere sono anche chilometri di distanza" spiega Springsteen che mette questa riflessione come cuore dell'ultima strofa.

Di cosa parlerà Western Stars

Le canzoni di "Western Stars" saranno storie che tratteranno "dalle autostrade immense agli spazi desertici, dal sentimento di isolamento a quello opposto di comunità, dalla stabilità di casa alla speranza che non svanisce mai". All'album hanno contribuito anche Ron Aniello, che lo ha prodotto assieme al cantante, suonando anche il basso, le tastiere e altri strumenti, Patti Scialfa, alle voci e agli arrangiamenti vocali di quattro tracce mentre agli arrangiamenti musicali compresi gli archi, i fiati, la pedal steel hanno contribuito più di una ventina di musicisti compreso Jon Brion (che suona la celesta, il Moog e la farfisa), così come sono stati ospitati artisti come David Sancious, Charlie Giordano e Soozie Tyrell.