Clementino è tornato, la Iena del rap italiano ha fatto penare un po' i fan, li ha fatti aspettare, ha ridotto drasticamente la sua presenza su alcuni social e poi è tornato con "Gandhi", un minuto e quaranta di fuoco e freestyle, come aperitivo per il suo prossimo album "Tarantelle", titolo che ha un doppio significato, sia quello musicale ma soprattutto il significato napoletano, dove le tarantelle sono i problemi, i "casini", in uscita il prossimo 3 maggio a due anni da "Vulcano" e a un bel po' di mesi da un silenzio che il rapper si è forzato a mantenere.

Antipasto del nuovo album "Tarantelle"

"Il risultato di due anni di intenso lavoro creativo" spiega la nota stampa che presenta questo primo assaggio e parla di quattordici pezzi, con featuring importanti "che nascono dal percorso più significativo della sua vita". E in Gandhi c'è un po' quello che è oggi Clementino, che ha deciso di ripulire anche il suo Instagram, quasi a voler ribadire una sorta di rinascita: ci sono le sue influenze, le sue idee e anche un po' di dissing.

Cosa c'è in Gandhi

La partenza serve a ribadire la sua appartenenza all'old school del rap ("Io sono tra gli ultimi superstiti di una grande generazione"), non senza criticare la nuova scuola ("Stavo vomitando dopo la tua esibizione, ti ho visto in televisione, ma quale condivisione avete rovinato una rap-generazione"), ci sono Kendrick Lamar ("Come Kendrick suono King Kunta King Iena, ti stu-ta") e il francese Booba ("Vieni in strada, qui si fu-ma, vesto come Booba, in tuta"), c'è la volontà di ribadire la sua idea di uguaglianza (il passaggio su uomini, donne e Uomini e donne) e non mancano il suo solito flow e il suo amore per la rima e per i giochi di parole ("Ascolto il nastro di Califano, master incastro fendenti, siete come Pasta del Capitano, perdenti"). È nelle ultime barre, però, che si capisce perché Clementino ha scelto "Gandhi" per segnare il suo ritorno: "Realizza i cazzi tuoi così la smetti poi di farti i miei. La noncuranza, sai, che è l'arma migliore, ma a calci in culo che soddisfazione. Un poco di cervello agli imbecilli, chiedo, un poco di pace, frate, io ci entro Ho imparato a mandarvi a fanculo in silenzio, sono Gandhi fuori e vafammoc dentro".

Il testo di Gandhi

Io sono tra gli ultimi superstiti
Di una grande generazione
Stavo vomitando dopo la tua esibizione
Ti ho visto in televisione, ma quale condivisione
Avete rovinato una rap-generazione
Nessuna venerazione
Vi uccido a ripetizione
State a problemi
Siete quattro peli
Il cesso, frà, lo arredi
Brotha are you ready?
Noi su palcoscenici con casse e Grammy
Noi MasterChef, voi master-scemi
Io capo dei capi, voi cape di cazzo
Quando indossate ‘sti capi del cazzo
Capita che poi non cambia l'andazzo
Si ma del rap non capite un cazzo
Waka Waka, you know toca toca
Nella bocca, bocca poi ti arriverà
Nella storia come i gol del Boca
Senti il flow che scotta come moka, fra'
Nel mio show dorato, fumo cioccolato
Quando son tornato stavo col tornado
C'ho portato hip-hop scontornato
Ho detto "mo scopiamo", rap dottorato, ehi
Come Kendrick suono King Kunta
King Iena, ti stu-ta
Vieni in strada, qui si fu-ma
Vesto come Booba, in tuta
Vedi che ti arriva una capata supernaturale
Mo diretto nelle carie
‘Sto livello se ne cade
Vir ca nu mic po m'abbast po ‘o fuoco
O freestyle ‘o metto a rogo, che ‘o live vale poco
La mia traccia quanta flow
La tua faccia quanta flop
Guarda un po'
‘Na canzon e ti mando a casa, Amazon
Basta che carichiamo
Ascolto il nastro di Califano
Master incastro fendenti
Siete come Pasta del Capitano, perdenti
Rispetto gli uomini che vanno a donne
Rispetto le donne che vanno a uomini
Rispetto gli uomini che vanno a uomini
Rispetto le donne che vanno a donne
Contrario agli uomini che picchiano donne
Contrario alle donne che picchiano uomini
Ma ancora non ho idea su donne e uomini
Che vanno a Uomini e Donne
Realizza i cazzi tuoi
Così la smetti poi di farti i miei
La noncuranza, sai, che è l'arma migliore
Ma a calci in culo che soddisfazione
Un poco di cervello agli imbecilli, chiedo
Un poco di pace, frate, io ci entro
Ho imparato a mandarvi a fanculo in silenzio
Sono Gandhi fuori
E vafammoc dentro