Era il 1971 quando Lucio Battisti pubblica "La canzone del Sole" (il lato b era"Anche per te"), una canzone che, come molte del cantante romano, diventerà patrimonio musicale di tante generazioni. Prima tra le prime, però, se si parla di gioventù ed estate, sicuramente una delle più suonate durante i falò estivi sulle spiagge dove spesso si sentono riecheggiare le sue parole, con quell'attacco, ormai iconico, che recita: "Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi le tue calzette rosse e l'innocenza sulle gote tue due arance ancor più rosse". Come tanti dei successi di battisti anche questa fa parte di quelle firmate assieme a uno dei due parolieri che il cantante ebbe al suo fianco durante la sua carriera, quello che maggiormente, però, gli è rimasto legato nell'immaginario collettivo: Mogol.

Tra le più vendute del 1972.

Era novembre, quando la canzone – la prima incisa con con etichetta Numero Uno – vide la luce, ma fu solo l'anno successivo, il 1972 che "La canzone del sole" trovò spazio nelle posizioni più alte della classifica di vendita dei singoli: si piazzò, infatti, al 93º posto tra i singoli più venduti nell'anno di uscita, arrampicandosi fino al settimo l'anno successivo, che vide sul podio il trittico "Il Padrino" di Santo and Johnny, "Grande grande grande" di Mina e "Imagine" di John Lennon, davanti, però, a un'altra canzone del nostro, ovvero "I Giardini di marzo".

La copertina con Battisti e il fiore in bocca.

La copertina dell'album è emblematica di una porzione del significato della canzone: si vede, infatti, il cantante camminare in un prato con una valigetta in mano e una margherita in bocca (che riprende, probabilmente, la strofa "un fiore in bocca può servire sai") e, come si legge su Wikipedia: "Le fotografie sono opera di Cesare Montalbetti (accreditato con il nome d'arte Caesar Monti) e furono realizzate nel parco di una villa di amici di Mogol, vicino Como".

La nota ambientalista.

La canzone, diventata ormai parte integrante dell'immaginario popolare, può non far soffermare su alcuni particolari che lo stesso Mogol spiega in un'intervista data a Repubblica qualche anno fa. Innanzitutto c'è un forte richiamo ambientale, come confermano alcune strofe, dal fiore, appunto, alle rocce, il mare verde, il prato e quel mare nero che il paroliere spiega così: "Il mare nero, che non era nero, meno di quello che è oggi, c'ha una piccola traccia di inquinamento, magari qualcosa vista sulla spiaggia e per me è stata una sofferenza grandissima. Io cerco di riallaciarmi alla vita, non è che ho immaginazione,faccio cronaca di vita, penso che la vita abbia un profumo che è irriproducibile".

Come nasce "La canzone del sole"

La canzone, comunque, nasce pensando alle spiagge di Silvi Marina, in Abruzzo, dove Repetti andava a villeggiare quando era piccolo. E pensando a Titty, una bambina di cui era vicina di casa (a Milano) e con cui strinse un forte rapporto: "Titty era una ragazza che aveva un anno più di me e tra le nostre porte non c'era mezzo metro, eravamo sempre insieme. Lei è anche la bambina de "Il salame" (altra canzone della coppia, ndr), era bionda molto carina, vivace, intelligente e quindi ho unito questo ricordo di lei e ho immaginato di rincontrata – anche se non l'ho rincontrata – e ho immaginato questa storia tenera e infantile che avesse un séguito e siccome lo aveva, aveva anche una forma di gelosia che si sente subito con quel "Cosa vuol dir sono una donna ormai? Ma quante braccia ti hanno stretto tu lo sai". È tutto un insieme di ricordi di vita irradiati dal sole e dai colori. È una specie di dipinto".

Il sesso e la gioventù.

E in questo dipinto, però, non può non far parte anche la scoperta del sesso, come spiega sempre Mogol nell'intervista. Verso la fine della canzone, infatti, mentre i due protagonisti della canzone sono distesi sul prato "e d'improvviso quel silenzio tra noi e quel tuo sguardo strano ti cade il fiore dalla bocca e poi oh no, ferma ti prego la mano". Mogol racconta la giovinezza e il sesso ne fa parte: "Fa capolino anche il sesso e fa parte tutto di questo periodo della giovinezza e di questi sentimenti che nascono in mezzo a una natura incontaminata".

[EDIT: l'articolo è stato corretto perché Titty non era la vicina di Mogol a Silvi Marina, come scritto in un primo momento]