Lucio Dalla (LaPresse)
in foto: Lucio Dalla (LaPresse)

Se c'è un merito che possiamo dare ai talent è senza dubbio riuscire a riportare a galla alcune canzoni bellissime ma spesso dimenticate o accatastate nella pila di canzoni fantastiche che la Storia della Musica italiana nasconde e rende difficile pescare. L'altra sera a X Factor è andata in onda la puntata della audizioni in cui Camilla Musso, 16enne di Asti, ha riportato alla mente una delle canzoni più belle di Lucio Dalla e non solo, probabilmente una delle canzoni italiane più belle di uno degli album più importanti, ovvero quel "Dalla" che il cantante bolognese pubblicò nel 1980 e in cui erano presenti capolavori come "Balla balla ballerino", "Mambo", "Cara" e "Futura", ovvero alcuni dei suoi pezzi più caratteristici.

La difficile interpretazione di Dalla

Se da un lato la canzone di Dalla si presta facilmente al provocare la pelle d'oca in chi l'ascolta, è indubbio che, abituati come siamo alla sua voce inconfondibile e alle sue modulazioni, non è semplice reinterpretarla e farla propria, cercando di evitare l'appiattimento o l'effetto imitazione e il rischio è, per parafrasare proprio la canzone, che "Qualcuno nei vicoli di Roma con la bocca fa a pezzi una canzone" come cantava dalla in questo brano che era una dedica spassionata a Roma. Una delle dediche cittadine che Dalla spargeva nei suoi album, da Milano a Bologna passando per Napoli e Berlino.

Il significato de "La sera dei miracoli"

"La sera dei miracoli" è un racconto che sicuramente ha ispirato tante canzoni pop romane di questi anni, anni in cui la figura di Dalla è diventata stella polare per tantissimi artisti. Il racconto della sera romana è una delle più dolci e toccanti ("Questa sera così dolce che si potrebbe bere da passare in centomila in uno stadio, una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio, anzi la manda in onda"), c'è quest'aria mite che Dalla racconta usando verbi di movimento, ma mai strappi: la città si muove, galleggia, se ne va, camminerà, vola ("Si muove la città, con le piazze e i giardini e la gente nei bar, galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà. Ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola"). Ci sono i delinquenti e bisogna fare attenzione, ma ritorna anche l'immagine delle stelle, tanto cara al cantante.

La dedica a Roma

"Mi meraviglio sempre più del rapporto che c’è tra me e Roma, una città unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare insieme. Tempo fa scrissi ‘La sera dei miracoli' – raccontò in questa intervista – che è una celebrazione di Roma in festa. Era la Roma di Nicolini e delle Estati romane. Una specie di pre-intuizione di quella che sarebbe stata poi la Notte Bianca. Ma comunque c’è un legame con Roma che va al di là delle canzoni”.