22 Gennaio 2019
11:13

Il significato de “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano, la via in cui vive Adrian

È andata in onda la prima puntata di “Adrian” il nuovo progetto di Adriano Celentano, un cartoon ambientato in un futuro distopico in cui il cantante riprende alcune delle tematiche che lo contraddistinguono da sempre. Il protagonista vive, per esempio, in via Gluck, la via che dà il titolo a una delle sue canzoni più note.
A cura di Redazione Music

Oggi è il giorno di "Adrian", il progetto tra televisione e cartoon che ieri sera è andato in onda su Canale 5, prima di nove puntate di un progetto lungo e macchinoso che ha trovato finalmente la sua dimensione dopo varie peripezie. E come era lecito aspettarsi da qualcosa che vede il Molleggiato come protagonista, anche questa volta ci sono state enormi polemiche, presunti colpi di scena in una costruzione di marketing globale per un programma che ha ottenuto ascolti buoni soprattutto nella prima parte e che vedremo come proseguiranno nelle prossime 8 puntate (sono nove in tutto, sì). La storia ormai è nota ed è quella di un orologiaio (mestiere che il cantante ha realmente svolto), Celentano, appunto, che vive in un futuro distopico e lotterà per liberare il popolo da questa dittatura che vuole tutti omologati: nel cartoon ci sono tanti riferimenti al Molleggiato, compresa la via in cui abita il protagonista, ovvero la via Gluck della canzone che era anche la via in cui viveva il cantante da giovane.

Un prototipo "di canzone urbana" come la definì il critico Gianni Brogna nella sua "Storia della canzone italiana" in cui si parlava di quella che forse è una delle canzoni più famose del cantante. "Il ragazzo della via Gluck" fu incisa nel 1966 e inserita prima nella raccolta "Festa" e poi nell'album omonimo pubblicato due anni dopo, nel 1968. La canzone riprende quelli che erano e sarebbero stati alcuni dei punti cardini della sua vita artistica, i temi ecologisti, quelli del progresso scatenato, e di una natura stuprata da questo progresso e fu subito un successo, dal momento che avrebbe chiuso l'anno, il 1966, come il decimo singolo più venduto dell'anno.

Celentano presentò la canzone che sarebbe diventato una sorta di manifesto artistico e non solo anche al Festival di Sanremo e qualche anno fa ne spiegò la genesi in un'intervista a Repubblica: "La scintilla fu quando a quattro anni, mentre giocavo nel cortile al 14 di via Gluck, vidi un raggio di sole (…). Iniziai a rotolarmi felice tra la parte illuminata dal sole e l’ombra (…). Scalzo. Scarmigliato, con le guance rosse. Mentre mi rotolavo, mi fermai e mi sdraiai a terra con le braccia e le gambe aperte guardando il raggio di sole che illuminava il cortile che a me sembrava bellissimo (…) Avvertii, pur essendo così piccolo, quanto ero felice. Libero di correre sui prati. Di sporcarmi, senza temere nulla, protetto da tutta la famiglia e dai miei amici…" diceva, prima di spiegare che la canzone la scrisse anni dopo, quando fu costretto a lasciare quella strada per andare ad abitare in centro, dove poiangeva sempre e puntualmente abbandonava per tornare dai suoi amici: "Non smisi mai di avvertire il pericolo che il mondo stava correndo con la cementificazione selvaggia. Evidentemente era innata in me la coscienza ambientalista, un grido di dolore contro chi stava minacciando la vita e il pianeta stesso".

E il testo in questo è abbastanza esplicito, ed è il racconto che il protagonista fa di un ragazzo che torna nei luoghi della sua infanzia, quelli verdi e spensierati che adesso non ci sono più: "Là dove c'era l'erba ora c'è una città e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?", canta subito Celentano, per immergere subito l'ascoltatore nel mood della canzone e per far partire questo dialogo tra chi cerca di convincerlo che andare in città è una fortuna e chi, invece, resta legato ai luoghi d'infanzia ma che si ripromette di tornare, solo che quando è riuscito a costruirsi una strada "Torna e non trova gli amici che aveva solo case su case catrame e cemento. Là dove c'era l'erba ora c'è una città".

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