Lucio Battisti (LaPresse/Publifoto)
in foto: Lucio Battisti (LaPresse/Publifoto)

Continua l'opera di divulgazione e rimasterizzazione dell'opera di Lucio Battisti di cui, oggi, esce "Masters – Vol 2". Questo nuovo album è il secondo capitolo di un'opera di restauro dell'opera del cantante di Poggio Bustone che la Sony sta portando avanti e che permetterà ai fan più assidui di poter riascoltare 48 canzoni "estratti direttamente dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile". Un'opera che continua nel solco della valorizzazione e della riproposizione – a volte anche in maniera un po' troppo massiva – dell'opera di uno degli artisti più importanti della musica italiana, autore di tantissimi capolavori ascrivibili alla musica leggera, ma anche di perle rare e meno note, come i cosiddetti album bianchi, quelli in cui, dopo il sodalizio con Mogol diede il via alla collaborazione con Pasquale Panella.

Battisti e i suoi collaboratori

L'ultimo album in studio del cantante fu proprio l'ultimo di questa tetralogia, "Hegel", uscito nel 1994, quattro anni prima della sua morte, avvenuta, appunto, nel 1998. Questa nuova selezione di brani battistiani riparte, come scrive anche la nota che presenta questa raccolta, da alcuni personaggi chiave della vita artistica di Lucio Battisti, a partire dal produttore e discografico Alessandro Colombini e i musicisti Alberto Radius e Franz Di Cioccio, a cui si sono aggiunti altri artisti che ebbero un ruolo importante nella sua vita, come Mario Lavezzi, il fonico Gaetano Ria, Phil Palmer, la discografica Mara Maionchi e Renzo Arbore.

Il metodo Battisti

"Lucio fu un vero rivoluzionario per la musica italiana come lo furono i Beatles in Inghilterra. Si ispirava alla musica americana ma ragionava in termini di giri armonici inusuali che nessuno in Italia aveva mai suonato. Era un grande musicista, una dote, una passione che ho riscontrato solo nel primo Pino Daniele" ha raccontato Renzo Arbore commentando questo lavoro che tende a mettere al centro un Battisti meticoloso, uomo da studio di registrazione, un lato più intimo, da addetto ai lavori, da uomo dietro al banco mixer alla ricerca sempre dello spunto e della novità che potesse dare qualcosa di più alla sua musica. Sempre la nota sottolinea il "metodo Battisti" ovvero quel sistema di lavoro "che concepito da un solo individuo viene sviluppato e portato a termine da una collettività che inevitabilmente fa capo a quell’individuo".

In attesa di Battisti in streaming

Qualche mese fa fece scalpore la notizia che finalmente sarebbe stato possibile poter ascoltare gran parte del repertorio battistiano in streaming. Dopo una lotta durata anni, infatti, il catalogo che comprende le opere scritte assieme a Mogol – ma non quelle con Panella – potrebbero a breve apparire anche su piattaforme come Spotify, Deezer, Tim Music e Tidal, per esempio. Lo scorso luglio, infatti, Gaetano Presti, il liquidatore della società Edizioni Musicali Acqua Azzurra, ha "formalmente comunicato alla Siae l’estensione del mandato anche all’incasso dei diritti sul web". Una piccola rivoluzione per quello che è uno dei cataloghi più agognati, anche grazie ai tantissimi successi del cantante. Per anni una battaglia legale ha stretto molto le maglie della divulgazione della musica di battisti che, però, ha visto il proliferare di versioni inascoltabili.