in foto: Da sx: Colapesce, Fabio Rondanini, Jacopo Incani (Iosonouncane), Mario Conte

Colapesce ha deciso di regalarsi l'uscita del suo nuovo singolo nel giorno del suo compleanno. Era da due anni, da quando uscì Egomostro (sono cinque, invece, dal suo album d’esordio, "Un meraviglioso declino", per cui si aggiudicò il Premio Tenco del 2012 per la miglior opera prima) che i fan del cantautore siciliano aspettavano musica nuova e "Ti attraverso" segna l'inizio del nuovo percorso che lo porterà al suo terzo album da solista. Da un po', suoi suoi social, Lorenzo Urciullo aveva detto ai fan di star lavorando sulle nuove canzoni, senza dare tante informazioni, fino, almeno, alla presentazione del nuovo singolo, che è arrivato a mezzanotte su Spotify, Apple Music e gli altri store digitali. Le informazioni sul seguito dell'ultimo album non sono ancora molte, benché qualche nome Colapesce lo abbia fatto: e così assieme a lui, nella produzione di questo nuovo singolo, ci sono il fido Mario Conte, con lui già ne l'"Egomostro" e Jacopo Incani, meglio conosciuto come Iosonouncane, autore di "DIE", uno degli album più belli e coraggiosi di questi ultimi anni. Ai tre, poi, si sommano Fabio Rondanini, che suona tutte le batterie acustiche nell'album, Giacomo Fiorenza che ha registrato e mixato e Andrea Suriani che ha masterizzato.

Pop e poesia.

Insomma, alcune delle migliori menti della musica italiana contemporanea per creare un piccolo gioiello pop, di quelli a cui ci ha abituato Colapesce, che riesce sempre, però, a trovare una strada nuova. Non c'è un cambiamento sconvolgente in quello che fa, non ci fu neanche con lo slancio più elettronico dell'album precedente, ma le rivoluzioni del cantautore restano la ricerca e la capacità di spruzzare tutto quello che fa con un pizzico di poesia e malinconia, almeno in questo ritorno, in attesa di capire che direzione prenderà l'album. Per adesso si parte dal piano che dà il via al brano e frasi come "Ho percorso i miei sbagli e fatto nuovi bagagli e tutto senza bersagli", "Lascia stare gli inglesi, la trap, i cassoni non fanno per te che sei nata e cresciuta a Catania. Hai dei capelli troppo belli, troppo belli", o il ritornello "Ti vedo, ti attraverso, ma non ti capisco".

La scrittura di "Ti attraverso"

La cover di "Ti attraverso"in foto: La cover di "Ti attraverso"

E quel piano è proprio ciò da cui il cantautore è partito, come spiega in una nota in cui parla delle difficoltà della costruzione del testo, fino all'illuminazione improvvisa

"Ti attraverso" ha avuto una genesi lunghissima: ricordo di avere incominciato a scrivere la strofa, su un pianoforte scordato che avevo trovato in un appartamento a Milano, circa tre anni fa, e poi basta. Per un anno non sono stato in grado di svilupparla in alcun modo, fino a quando con una vecchia chitarra anni ’30 accordata in DO e comprata per 80 euro al Baloon di Torino, ho scritto il ritornello. Poi basta per un altro anno. Non sono mai riuscito a sbloccare le strofe anche se avevo in mente come dovevano essere: due fiumi di portata diversa che alla fine del brano sarebbero dovuti confluire nello stesso mare. È stata parcheggiata lì, fin quando un giorno, in dieci minuti, ho scritto di getto tutto il testo. Tutto. Tre anni di pensieri sintetizzati in una paginetta di quaderno a righe. Una fumata bianca dopo mille nere, e non certo per sfinimento, ma per amore a prima vista. Le parole sono come i volti: a volte te ne innamori subito, messe in fila possono creare vuoti, aspettative, tirano le somme per te, fanno paura, fanno riflettere e ridere e a volte fanno male, ma non ti lasciano mai da solo. Come le canzoni.