16 Febbraio 2021
13:02

Il ritorno dei Salento All Stars: “Che difficoltà chiudere ‘L’era del cigno bianco’ in lockdown!”

Si chiama “L’era del cigno bianco” il nuovo album dei Salento All Stars, prodotto da Gate19 con il sostegno di Puglia Sounds, arriva a sei anni di distanza dal precedente lavoro. Un periodo lungo che si è ritrovato anche in mezzo una pandemia, che ha spinto Davide Apollonio a doversi muovere con difficoltà.
A cura di Francesco Raiola

Si chiama "L’era del cigno bianco" il nuovo album dei Salento All Stars, prodotto da Gate19 con il sostegno di Puglia Sounds, arriva a sei anni di distanza dal precedente lavoro. Un periodo lungo che si è ritrovato anche in mezzo una pandemia che ha spinto Davide Apollonio a doversi muovere con difficoltà, riuscendo, però, a portare a casa il lavoro, anche grazie all'aiuto di una serie di artisti come Michele Riondino, Mama Marjas, Papa Ricky, O’Zulù dei 99 Posse, passando per Erica Mou e Cristiana Verardo per dare sostanza a quell'all stars di cui si compone il nome della band.

"Incidere ‘L’era del cigno bianco' non è stato affatto semplice perché gran parte del lavoro è coinciso con il periodo più duro per le restrizioni a causa del Covid19. Il nostro è un collettivo musicale a cui partecipano molti musicisti dell’area artistica salentina e non, al momento quasi 80 fra cantanti e strumentisti hanno aderito al nostro progetto – ha spiegato Apollonio a Fanpage.it -. A marzo del 2020 ci siamo trovati in un turbine di limitazioni che ci impedivano di portare avanti il lavoro in sala d’incisione così come convenzionalmente si fa quando si incide un album. Così abbiamo fatto di necessità virtù e dato che tanti di noi possiedono un home-studio, ognuno ha registrato da casa le sue parti per poi inviarle a ‘La Cabina del Granma', il nostro studio principale dove venivano messe insieme.

"Quando le sirene delle autoambulanze finiranno di suonare e per le strade ci si potrà riabbracciare l’era del cigno bianco ritornerà" canta Apollonio nella canzone che dà il titolo all'album e che in qualche modo è l'emblema di questo periodo: "In questo contesto è nata ‘L’era del cigno bianco', una canzone che parla proprio della scorsa primavera, delle paure e delle speranze che tutti noi riponiamo nel futuro. È forse una delle canzoni più evocative dell’album che ben fotografa il contesto storico in cui tutto il lavoro è maturato e per questa ragione è stata scelta per dare il titolo all’intero disco. La produzione artistica è stata curata da me e Peppe Levanto che insieme a me ha scritto gran parte delle canzoni.

Delle tante collaborazioni, il musicista spiega che con alcuni degli ospiti non si conosceva, ma che c'era comunque un filo che li legava e che sono state le canzoni a portarlo da loro: "‘Qui non passa' canta Michele Riondino con i suoi Revolving Bridge e Mama Marjas, un brano che tocca le difficili problematiche legate all’Ilva di Taranto e al gasdotto TAP sulla costa est del Salento. La magia della musica è proprio questa. Non ci conoscevamo prima, ma quando abbiamo scritto il provino della canzone ho pensato che potessero essere le persone giuste per abbracciare queste tematiche. Loro hanno ascoltato il brano ed hanno subito aderito, da lì è scattata una bellissima amicizia che ci ha permesso di conoscere meglio anche una città come Taranto" dice il cantante, che continua: "In ‘Logorato' collaboriamo con Papa Ricky e O’ Zulù dei 99 Posse. Ricky è il pioniere del raggamuffin nel Salento, è colui che ha acceso la scintilla della musica dalle nostre parti e con lui ci conosciamo già da tanto tempo. È un artista a tutto tondo, non solo con le rime ma è anche un pittore, scultore e chef fantastico. È stato proprio lui a volere accanto a sé nel brano O’ Zulù. Questo mi ha permesso di conoscere una persona straordinaria, con la quale avevo condiviso il palco una volta, agli albori dei 99 Posse, in un concerto a Melpignano quando ancora la Notte della Taranta non esisteva. L’ho ritrovato più maturo ma sempre combattente, è un vero leone della musica.

Oltre a questi padri della musica ci sono anche artiste che si muovono su altre sonorità, ma hanno già una carriera importante alle spalle. È l'esempio di Erica Mou che collabora in ‘Mai Mai': "È un’artista davvero raffinatissima, una ragazza dalla grande sensibilità musicale che conoscevo come artista perché mi piace la sua scrittura ed adoro la sua voce. L’ho contattata telefonicamente e le ho fatto ascoltare il brano, lei ha scritto e cantato una parte ma ancora non ci siamo incontrati. Abbiamo dovuto fare tutto a distanza ma ci siam promessi di trovarci appena possibile perché c’è tanta amicizia e stima reciproca. In ‘Navigare a vista', poi, canta con noi Cristiana Verardo, che è salentina ed è una delle cantautrici più promettenti della scena italiana. Cristiana ha vinto il Premio d’Aponte nel 2019, lei è venuta in “Cabina” ad incidere. È un’artista meticolosa, capace, con un grande carattere e che sono sicuro farà cose importanti. Altri salentini sono i Magnitudo12 che hanno contato delle rime su ‘L’orizzonte'. Loro rappresentano la nuova ondata salentina un po’ sulle orme dei Sud Sound System e dei Boomdabash, sono giovani e stilosi".

Parole di ringraziamento sono quelle che Apollonio spende anche per chi ha materialmente reso possibile l'uscita di quest'album: "Bisogna dire che questo album è stato portato a termine in queste condizioni così complicate grazie al lavoro di alcuni musicisti speciali, una stretta cerchia che poi sono quelli che compongono la band dal vivo: Alfredo Quaranta che ha cantato gran parte dell’album, i fratelli Ylenia e Marco Giaffreda dei Mistura Louca, Manuel Fontana alla batteria e Peppe Levanto che si è prodigato anche in studio di registrazione, fra chitarra, rhodes, batterie e sinth".

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