Primo Maggio Taranto
in foto: Primo Maggio Taranto

La musica al servizio della politica e del discorso sociale e non come protagonista del Primo Maggio di Taranto. Ci tiene a spiegarlo bene Michele Riondino parlando della prossima edizione dell'appuntamento pugliese organizzato dal comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti e di cui è direttore artistico assieme a Diodato e Roy Paci. Un appuntamento che cambia formula, ovviamente, e sarà di raccordo con quello che si spera si potrà tenere nel 2021, sottolineando ancora di più il rapporto tra lavoro e salute, attuale anche in piena pandemia. Niente appuntamento dal vivo ma neanche una sorta di raccolta via streaming di musica, dal momento che nonostante la centralità che i social e la tecnologia hanno avuto in queste settimane di isolamento a causa del Covid-19 "non possono costituire un’alternativa rispetto alla possibilità di incontro fisico ed emotivo che l’uno maggio ha rappresentato fin dalla sua nascita".

La piazza virtuale del Primo Maggio di Taranto

Una scelta, inoltre, che in qualche modo vuole denunciare come queste nuove forme di distribuzione non possono sostituire i live che impegnano tantissimi professionisti del mondo dello Spettacolo che mai come in questo periodo subiscono le conseguenze dello stop al settore dei live. Ma in qualche modo il Primo Maggio di Taranto si farà: "Si è dunque deciso di vivere la giornata declinando in diverse forme i contenuti politici e sociali di cui l’uno maggio libero e pensante è stato da sempre amplificatore" si legge nella nota stampa dell'evento che metterà a disposizione tutti i propri profili social facendone una vera e propria piazza virtuale nella quale si alterneranno gli interventi di attivisti, associazioni e di chiunque porta un messaggio e una proposta all'interno di una serie di tematiche che da sempre sono il motore dell'evento.

Salute e lavoro, un tema sempre più attuale

E per questo, come diceva Riondino, la musica è solo un modo per dare ancora più risalto: "In questo momento storico – hanno sottolineato i membri del comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti – si è resa ancora più evidente la fragilità del sistema economico-produttivo e delle vite che da esso dipendono. La paura di contagiare le proprie famiglie, che ogni lavoratore prova oggi tornando a casa dal lavoro, è la stessa paura che gli operai ex ILVA provano da sempre. Il non rassegnarsi a rinunciare alla salute pur di non perdere il lavoro, battaglia che ha caratterizzato da sempre il comitato, diventa oggi una battaglia più che mai condivisa con tutti. Perché abbiamo a cuore la salute di tutti, il razzismo ambientale non ci è mai appartenuto".

Il docufilm Liberi e pensanti – uno maggio Taranto

La giornata culminerà con il docufilm “Liberi e pensanti – uno maggio Taranto” prodotto da Pulse Films in collaborazione con Indiana Production e realizzato da Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera che troverà spazio anche in tv come spin off di propaganda Live: "In un mondo colpito dalla pandemia – sottolineano i direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato – in cui la produzione è stata in molti casi costretta a fermarsi, i cui governanti e cittadini tutti sono stati spesso costretti a dover scegliere tra salute e lavoro, o comunque a dover considerare i drammi che una scelta del genere comporta, ci è sembrato potesse essere molto più comprensibile la condizione tarantina" e per questo hanno chiesto ai registi di tentare di raccontare questa situazione in un momento complesso. Taranto è la protagonista del film all'interno della cui narrazione si inserisconoattori e musicisti che, appunto, fanno da amplificatori. Ci saranno, tra gli altri: Elio Germano, Carolina Crescentini, Zerocalcare, Ghemon, Vinicio Capossela, Piero Pelù, Brunori Sas, Samuel, Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Niccolò Fabi, Negramaro, Elisa, Coma_Cose, Mama Marjas, Gabriella Martinelli e Fabio Rondanini.

Emergency e Taranto per chi non ha diritto alle cure

In questa edizione, poi, c'è uno spazio ad hoc pensato per Emergency e per chi non ha diritto alla cura. Un tema più attuale che mai in cui si raccoglieranno fondi per i progetti dell'associazione diretta da Gino Strada in Italia, Afghanistan, Repubblica Centrafricana, Iraq, Sierra Leone, Sudan, Uganda e Eritrea: "Nel mondo la battaglia per un ambiente vivibile è fondamentale – ha ricordato nel corso della conferenza stampa il fondatore e direttore esecutivo di Emergency Gino Strada – Noi siamo anche oggi impegnati a combattere questi virus che non sono solo il coronavirus, sono quei virus che condizionano un po’ tutta la nostra esistenza, uno di questi virus è l’aver ridotto la nostra sanità a una merce fruibile. Non è possibile pensare alla nostra salute come una cosa privata, c’è bisogno di un impegno collettivo affinché sia tutelata per tutti. Non ci possono essere esclusi. Mi rammarica molto non sentire oggi dal mondo della politica un’autocritica di ripensamento per aver portato negli ultimi trent’anni la sanità nelle mani dei privati. Sono stati tagliati posti di lavoro per infermieri, medici, sono stati tagliati i bilanci della sanità pubblica, ma non si è tagliato per i privati. I cittadini pagano il prezzo in termine di sanità. Siamo vicini e sosteniamo fino in fondo la vostra iniziativa. C’è la voglia di andare avanti e spero che finita quest’emergenza ci sia un ripensamento, perché non si può riprendere com’eravamo prima. La speranza è possibile solo grazie all’impegno dei cittadini. Non mi aspetto nulla dalla politica, senza l’impegno di tante tante persone per bene".