Lorenzo Rossi Sturani e Vasco
in foto: Lorenzo Rossi Sturani e Vasco

Lorenzo Rossi Sturani ha usato Instagram, quindi un metodo diretto, senza filtri, per raccontare il primo incontro con suo padre Vasco Rossi, postando un lungo racconto tratto da un'immaginaria autobiografia ("Un Rossi qualunque") in cui, appunto, il ragazzo descrive il momento in cui ha deciso di voler conoscere il padre naturale (la madre è Gabriella Sturani, che ispirò "Gabry"), che era ed è anche la più grande rockstar italiana e lo ha fatto postando anche la foto in cui, giovanissimo, stringe tra le mani un ritaglio di giornale il cui titolo è "Vasco ancora papà: ‘Scusate il ritardo, questo è Lorenzo'". Un post lungo e sentito, soprattutto onesto, che non nasconde le proprie paure e anche le proprie "insensibilità" momentanee che si scioglieranno davanti alla vista del cantante più amato d'Italia ma soprattutto di un padre.

Il video di "Siamo soli"

Galeotto fu il video di "Siamo soli", su cui Lorenzo capitò mentre era a casa – aveva 15 anni rilassato col suo gatto, a guardar scorrere i video su MTV: "Forse mi colpì il titolo in cui mi rispecchiavo, forse il video in metropolitana, forse la bellezza della ragazza nel video ma in quel momento nacque in me il desiderio di conoscere mio padre". Ma prima di continuare il racconto, Lorenzo fa una precisazione importante, chiarendo, ancora una volta, come sono andate veramente le cose e sfatando un mito, appunto: "Non ho scoperto quel giorno a caso chi fosse mio padre, sono cresciuto sapendolo. Me lo avessero detto all'improvviso probabilmente avrei avuto in infarto. Invece fin da piccolo provavo a raccontarlo ai compagni dell'elementari ma nessuno mi credeva. Aspettai un raro momento di tranquillità e lucidità di mia mamma e chiesi: mamma, secondo te posso conoscere papà?".

L'incontro a braccia aperte

La scena di un bambino che ha dentro di sé un segreto che è troppo grande per essere raccontato fa tenerezza, benché non debba essere stato facile mantenere un segreto così tanto o, comunque, non essere creduti: "In pochi giorni arrivò il primo incontro. Ricordo d'essere stato un ragazzo anaffettivo, nessuna emozione particolare sovrastava la mia totale assenza dalla realtà neanche mentre salivo le scale che mi portavano a conoscere Vasco, mio padre. Non avevo aspettative, anche perché probabilmente non sapevo neanche cosa significasse. La porta si apre e mi ritrovo davanti un omone grande, grosso, con i capelli lunghi e il cappello che mi aspettava a braccia aperte… ‘aaaah ecco Lorenzo, Lorenzo il Magnifico (come spesso mi chiama per rompere il ghiaccio)'".

Il test del DNA e la conferma

Il passo successivo fu il test del DNA, obbligatorio per confermare una paternità e non fatto per insicurezza di qualcuno: "Il test del DNA non è stata una scelta di papà per verificare fossi veramente suo figlio ma, come prevede la legge, una prassi che certifichi legalmente la paternità per ricevere il cognome che oggi porto insieme anteposto a Sturani". Il risultato, come conferma Lorenzo fu solo una formalità e infatti la busta, aperta dal padre prima del suo arrivò, diceva proprio che Vasco era il padre, ma nonostante ciò Lorenzo volle mantenere il doppio cognome: "Tornai a casa consapevole che fossi suo figlio anche prima del test del DNA ma quello mi ha portato anche alla scelta del mio nuovo cognome. Nessuno mi ha mai chiesto come mai ho tenuto Sturani… per il fantastico ricordo che ho di nonno Lucio che non mi ha mai fatto mancare niente prima di andarsene quando ero piccolo". Il seguito della storia lo conoscono un po' tutti quelli che hanno a che fare con le cose di Vasco: "Da quel momento è iniziata la storia più bella della mia vita, cominciata si col piede sbagliatissimo per quanto riguarda la fama che mi ha travolto e la città dove vivevo, ma che mi ha portato oggi a essere la persona più felice e fortunata del mondo con al mio fianco due donne meravigliose: Carlotta e Lavinia".

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