21 Agosto 2021
12:55

Il miracolo musicale di Vinicio Capossela: lo Sponz punta alle nuove possibilità della pandemia

È un racconto in continua evoluzione quello che Vinicio Capossela continua a fare dell’Irpinia anno dopo anno, usando il suo Sponz festival come propulsore di storie e di archivio della tradizione di quella terra misteriosa e magica. Tra gli ospiti di quest’anno Iosonouncane, Marc Ribot, Matt Elliott, Donatella Di Pietrantonio.
A cura di Francesco Raiola
Vinicio Capossela_credit Valerio Spada (1)
Vinicio Capossela_credit Valerio Spada (1)

È un racconto in continua evoluzione quello che Vinicio Capossela continua a fare dell'Irpinia anno dopo anno, usando il suo Sponz festival come propulsore di storie e di archivio della tradizione di quella terra misteriosa e magica, fatta di Scazzamauridd e "contranomi", di terre che uniscono panorami desertici e natura incontaminata. Ogni anno il cantante trova il modo per raccontarne un pezzo, un aspetto, e lo fa con l'aiuto di poeti, cantori, scrittori, prendendo spunto dalle voci degli abitanti del luogo, dai racconti della tradizione, il tutto gestito e unito con la propria sensibilità.

E ogni anno, un capitolo di questo racconto diventa il centro del festival che è arrivato alla sua IX edizione che quest'anno si tiene dal 25 al 29 agosto a Calitri e prende il nome di Sponz All'Osso – Per un manifesto delle aree interne" che lo stesso cantautore spiega così: "Non bisogna avere timore del vuoto.  Il vuoto può anche essere una risorsa, a patto che non si trasformi in degrado e abbandono.  Il pieno respinge, il vuoto accoglie, soprattutto le idee.  Le aree interne vanno difese a partire dall’immaginario, perché se le perdiamo non abbiamo più rifugio. Questa potenzialità delle aree interne è emersa con forza in conseguenza della pandemia che, se da un lato ha messo in crisi il modello urbano, ha anche aperto nuove possibilità a luoghi in cui la geografia si è sempre imposta sulla Storia".

La geografia del luogo diventa il tema centrale di quest'anno, con Capossela che mira a inserirsi nel dibattito urbanistico sulla "visione verticale della geografia, che non distingue tra nord e sud ma tra spina dorsale e aree urbanizzate". Per farlo, come sempre, il cantante ha chiamato artisti di ogni campo per questa cinque giorni di concerti, spettacoli e incontri con grandi ospiti nazionali e internazionali, con corsi ad hoc, approfondimenti e come sempre itinerari per scoprire il luogo. Il tutto previa prenotazione o prevendita su www.postoriservato.it  e con Green Pass.

Tra gli ospiti confermati di Sponz All’Osso (il programma è ancora soggetto a cambiamenti), oltre a Vinicio Capossela, ci sono il leggendario chitarrista Marc Ribot, il grande eretico della musica italiana Iosonouncane, la regista Alice Rohrwacher, lo scompaginatore artistico Jacopo Leone e le sperimentazioni sonore di Matt Elliott e Daniel Blumberg, la cantante spagnola Martirio e Raul Rodriguez, la leggenda del punk italiano Dome La Muerte, lo scrittore Giuseppe Catozzella, l‘accademico e critico musicale Alessandro Portelli, lo storico Carlo Ginzburg, la giornalista Annalisa Camilli, il monaco e saggista Enzo Bianchi, le scrittrici Donatella Di Pietrantonio e Licia Giaquinto, il giornalista e scrittore Generoso Picone e molti altri.

Saranno loro i protagonisti di quello che Capossela chiama laboratorio e definisce come "una festa intesa come sovvertimento dell’ordine, interruzione del tempo dell’utile": "La salvaguardia e la rigenerazione dei paesi delle aree interne, sempre più necessaria anche in relazione alla crisi del modello urbano e a un riequilibrio dell’insediamento e dei modelli di vita, sono il tema prevalente di questa edizione. Attraverso politiche mirate e l’utilizzo delle nuove tecnologie è possibile creare le condizioni affinché le persone abbiano l’opportunità di scegliere di rimanere, di ritornare o anche di arrivare per la prima volta in un territorio che solitamente è visto come un luogo da cui partire". Il programma serata per serata è sul sito del festival.

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