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Il figlio di Ignazio La Russa fa il rapper e canta “sono tutto fatto”: “Se si droga lo uccido”

Si chiama Larus e fa il trapper il figlio di Ignazio Larussa, esponente di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Senato. In una delle sue canzoni canta “Sono tutto matto, sono tutto fatto, sono tutto pazzo, ma ti fotto pure senza storie” e nei giorni scorsi la reazione del padre è diventato un piccolo caso. Anche divertente.
A cura di Redazione Music
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La trap, si sa, è uno dei generi più amati dagli adolescenti italiani che da qualche anno l'hanno portata a furia di visualizzazioni su Youtube e streaming in testa alle classifiche, sdoganandola anche a livello più mainstream e creando attorno al genere un fenomeno ampio e stratificato che ovviamente porta con sé consensi e critiche, pareri circostanziati e critiche per sentito dire. Proprio questa settimana in testa alla classifica degli album più venduti c'è Lazza, rapper milanese che la settimana scorsa ha pubblicato il suo ultimo album "Re Mida", che ha esordito in testa alla classifica, sorpassando "Gioventù bruciata", primo lavoro del vincitore del Festival di Sanremo Mahmood.

Nei giorni scorsi, però, a proposito di trap la polemica ha colpito anche un politico molto noto, ovvero La Russa, esponente di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Senato che è stato chiamato in causa a proposito del figlio Leonardo Apache, in arte Larus, trapper in erba che nelle sue canzoni parla di alcuni temi propri del genere, comprese le droghe tanto odiate in famiglia. In "Sottovalutati" assieme ad Apo Way canta "Sono tutto matto, sono tutto fatto, sono tutto pazzo, ma ti fotto pure senza storie" e, insomma, la madre, intervistata dall'Agi ha spiegato: "Quella parola gli serviva soltanto per la rima. Sulla questione canne noi siamo molto rigidi e lui lo sa bene. Non penso, o almeno lo spero, che se le faccia" mentre La Russa spiega: "I suoi sono testi forti, volgari e senza senso. Non mi piacciono per niente ma visto che non fa niente di sconveniente e il rap lo diverte proibirglielo sarebbe sbagliato".

Nei commenti al video del trapper i riferimenti al padre sono continui, tra accuse ai "soldi del papi" e incitamenti a convincerlo a farla legalizzare, ma il padre spiega che ormai non ci fanno più caso e che hanno visto anche di peggio, insistendo, al Corriere della Sera: "Gli ho chiesto perché ha scritto quelle parole. Mi ha risposto che il testo non è tutto suo, che nel rap o metti queste cose o cambi genere e che pure Domenico Modugno cantava Volare, ma mica volava" chiosando "Ma se lo acchiappo con la droga lo ammazzo".

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