Di ritorno da un giro che l'ha vista protagonista a Tokyo e a Las Vegas, Emma si prepara per partecipare da protagonista al Primo Maggio di Taranto, concertone che la vedrà salire sul palco assieme ad artisti come Noemi, Brunori Sas, Levante, tra gli altri, preludio al tour che partirà tra qualche giorno. Nei giorni scorsi, però, al cantante è stata protagonista di un'ammissione di cui forse si è parlato troppo poco. In un ambiente che cancella concerti ufficialmente per problemi tecnici o improvvise malattie, anche in situazioni in cui è noto che l'annullamento o il ridimensionamento è direttamente proporzionato ai risultati di vendita dei biglietti, o che annuncia ai quattro venti il milione di views su Youtube, risultato minimo, ormai, per chi ha velleità nazional popolari, Emma, una delle artiste più note del pop italiano, si è messa a nudo con i ragazzi che in questi giorni si stanno giocando la vittoria di Amici, spiegando come funziona il mondo discografico italiano.

Parlando agli studenti della scuola di Maria De Filippi, infatti, Emma ha infranto un piccolo tabù dell'ambiente, ovvero ha parlato delle vendite dell'album, ma non di quelle col segno più, cosa di cui ci si vanta pure un po' troppo rispetto alla realtà, ma della mancanza di vendite del suo "Essere qui", album in cui aveva messo anima e tempo: "Sto per dire una cosa molto forte. Qualche mese fa è uscito il disco più importante della mia carriera, per cui ho lavorato 2 anni. Mi aspettavo grandi cose, ma la verità è che non ha raggiunto i numeri che tutti si aspettavano. In questo Paese, se non vendi non vali e non è avvilente solo per me, ma per l’arte in generale".

L‘album, uscito lo scorso 24 gennaio, ad oggi è stato certificato disco d'oro (25 mila copie tra vendite e stream), un risultato non esaltante contando che c'era molta attesa per il ritorno della cantante pugliese, una delle più note del panorama pop italiano, che però non era riuscita a conquistare la prima posizione delle classifiche, superata da Sfera Ebbasta, prima di scendere sempre più giù: "E ti dico anche che è facile fare questo mestiere quando tutti vi portano così, ma è molto più difficile quando tutti tentano di sminuirvi, il vostro fianco e scoperto e tutti provano ad infilzare la lama – ha continuato la cantante -. Voi quella cosa non dovete permetterla, è lì che dovete dimostrare di essere veramente artisti. E devi sfoggiare il tuo sorriso migliore, perché la gente non aspetta altro da voi che vedervi crollare e dire che vedi, il momento è arrivato. Invece quel momento non deve mai arrivare, perché il nostro mestiere è trasformare le cose in bellezza".

Indipendentemente dall'apprezzamento o meno della musica della cantante, le va dato sicuramente atto di un coraggio e soprattutto di una presa di coscienza per nulla scontata e anche della volontà di scorciarsi le maniche per non gettare al vento il lavoro fatto (e partecipare al Primo Maggio – evento gratuito – pochi giorni prima della partenza del tour è un segno e rischio che si prende). Qualche settimana fa scrivevamo che uno dei problemi di quest'album era l'impressione che la cantante avesse giocato troppo alla conservazione, senza rischiare quello che avrebbe potuto e pagandone le conseguenze. Ora ha rischiato, non nella musica, per adesso, ma nella rappresentazione di sé come artista: ha rischiato dicendo semplicemente una verità e facendolo per spronare dei ragazzi che probabilmente per adesso vedono solo i lustrini di un mondo che ci mette un attimo a portarti in alto e lo stesso attimo per gettarti nel dimenticatoio.