Claudia Iacono, in arte Ibla, è stata una delle artiste più interessanti dell'ultima edizione di amici, arrivata ad agosto 2020 sul palco di Deejay on Stage a Riccione, con il singolo "Libertad", biglietto da visita che le ha permesso di accedere nella categoria cantanti, alla fase serale del programma di Maria De Filippi. Durante la sua avventura, ha raccontato parte di sé attraverso l'utilizzo della lingua spagnola e del ritmo latin, che ha trasferito anche nel brano "No te gusta". Adesso è pronta per il prossimo passo, un Ep che racconterà la Sicilia, la sua influenza spagnola, ma soprattutto un concetto: quello di libertà.

"Libertad" ha segnato un'era per te, pre e post Amici. Ci racconti come nasce?

Libertad è nata in un momento orribile della mia vita, era la prima settimana di lockdown e non sapevamo nulla delle condizioni del Covid. Come persona odio che qualcuno mi imponga qualcosa, ma soprattutto odio la monotonia. Non è stato facile quel momento. Quella sensazione di chiusura mi ha fatto rivivere i ricordi di una relazione passata, che potrei definire tossica. Diciamo che fu un flusso che mi portò a prendere la chitarra.

Che cos'è per te "Libertad"?

Libertad per me è un concetto d'amore. Credo che l'amore debba essere libertà, senza cambiarti. In generale credo che la libertà parta dall'amare sé stessi, perché quando ami te stessa, riesci ad amare anche gli altri, e sai anche cos'è il rispetto. Riesci a capire quando una persona sta ingabbiando la libertà di un'altra. Libertad è tutto questo, raccontato in due minuti e un quarto di canzone.

Ti sei sentita libera durante il tuo percorso ad Amici?

Non al 100% perché giustamente era la redazione a scegliere le nostre canzoni, ma devo ammettere che hanno seguito la mia linea e hanno rispettato moltissimo la mia idea di musica. È normale, comunque, non sono al mio concerto, è un programma televisivo, ma forse è meglio così perché altrimenti sarebbe difficilissimo organizzare interamente la puntata. Comunque sì, non mi sono sentita libera al 100%.

Perché l'utilizzo dello spagnolo, si rifà al concetto di libertà?

Lo spagnolo nasce dalla passione immensa che ho per la loro cultura, per la loro musica. Credo poi che la musica folk siciliana, ovvero ciò che faccio io, sia stata molto influenzata dalla musica spagnola, dopo 400 anni di colonizzazione. La Spagna, inoltre, appartiene anche alla mia tradizione familiare.

Qual è il primo ricordo con cui associ la musica a te e alla tua famiglia?

Per anni mio nonno ha lavorato a Santo Domingo, quando poi è ritornato in Sicilia aveva con sé un carico di vinili di musica spagnola che ascoltavamo ogni pomeriggio in salotto assieme. Anche perché la musica era l'unico modo che aveva la mia famiglia per farmi stare buona. Non ero una ragazza facile, non lo sono tutt'ora.

Pochi giorni fa è stato eliminato un altro concorrente di Amici, Raffaele Renda, che ha cantato per la prima volta l'inedito "Focu meu", un brano in dialetto in cui incoraggiava i giovani del sud a non autoimporsi limiti. Anche tu hai questo peso sulle spalle?

Mi piace che sia uscita la parola autoimposta. Parlando di me, di noi siciliani, che siamo un'isola, geograficamente e culturalmente distanti da tutti, capisco la difficoltà di nascere in un contesto così. Ma io osservo tutto come se fosse una maratona, dove semplicemente bisogna andare più veloci degli altri, perché gli altri partono 600 metri davanti. Sicuramente abbiamo dei disagi maggiori, perché la musica in Italia è a Roma e Milano.

Qual è il prossimo passo nella tua maratona?
L'Ep che nascerà a breve, di cui sono molto orgogliosa. All'interno ci saranno gli inediti con cui mi sono esibita ad Amici, e poi ci saranno ulteriori brani inediti che nessuno ha mai ascoltato. Saranno completamente diversi da ciò che ho fatto ascoltare: ci sarà qualcosa di latin, ma i brani saranno completamente in italiano. Ci saranno temi molto importanti per me, e poi spero di poter tornare ai live. La musica non esiste senza la partecipazione delle persone.