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I Pink Floyd battono la EMI nella causa sulla vendita online dei singoli

Ora la major dovrà pagare 60mila sterline relative alle spese legali più la multa il cui ammontare sarà deciso dal giudice.
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A cura di Biagio Chiariello
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I Pink Floyd hanno vinto la causa che li vedeva protagonisti nei confronti della EMI: la nota casa discografica non potrà più vendere online brani digitali del celebre gruppo inglese. Lo ha stabilito l’Alta Corte di Londra valutando validi gli accordi stipulati tra le due parti nel 1967 con l’obiettivo di mantenere l’integrità degli album, visto che la band di Gilmour e compagni è una di quelle che si è più contraddistinta negli anni, al pari di Who e Beatles (Sgt. Peppers) per la fluidità del collegamento tra un brano e l’altro. Basti pensare ad album come The Dark Side Of The Moon.

La major aveva però pensato che questa nota non si riferisse alla vendita di singoli online "Si tratta di una clausola – ha commentato il giudice giudice Andrew Morritt – che preserva l'integrita' artistica degli album del gruppo".

Ora la EMI, che ha deciso comunque di non presentare appello, dovrà pagare 60.000 sterline (circa 63.000 euro) relative alle spese legali più la multa il cui ammontare sarà presto deciso dal giudice. Nessun dettaglio invece è emerso sull'altro motivo di scontro legale tra le due parti: quello del calcolo della royalties sulle vendite via web.

Biagio Chiariello

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