Negrita saranno in gara al 69° Festival di Sanremo con “I Ragazzi Stanno Bene”, brano scritto e composto dalla band e prodotto da Fabrizio Barbacci. Band storica del rock italiano, la band torna sul palco dell'Ariston con un brano che fa discutere, per le tematiche, sicuramente, e per quel riferimento politico al "comandante" che non passerà inosservato, soprattutto in un Festival colpito dalle polemiche per la questione migranti che ha visto confrontarsi il direttore artistico Claudio Baglioni e il Ministro Matteo Salvini: "I Ragazzi stanno bene è un rifiuto. È la non accettazione di certe storture che la società contemporanea ci regala e ci impone ogni giorno. A questa età, poter urlare: “Non mi va!”, diventa un fatto altamente liberatorio e alla fine, per chi vede le cose come noi, anche incoraggiante. Poterlo poi urlare davanti a milioni di italiani ogni sera, per almeno quattro sere, è il top!".

La seconda volta dei Negrita a Sanremo

Il palco dei Sanremo sarà l'occasione per loro di tornare in gioco in una platea così ampia e con un pubblico molto diverso, probabilmente, da quello che solitamente segue questa band con un lunghissimo curriculum vitae e una carriera da dieci dischi alle spalle (l'ultimo è "Desert Yacht Club"). Non è la prima vota, però, che la band capitanata da Pau calca quel palco, ma ci torna a sedici anni di distanza da quel 2003 quando con la canzone "Tonight"si classificarono al diciottesimo posto.

La band uscirà con un Best of

I Ragazzi Stanno bene” farà parte della raccolta omonima “I RAGAZZI STANNO BENE 1994-2019” in uscita il prossimo 8 febbraio. L’album celebra i 25 anni di carriera dei Negrita, ovvero 33 brani che ripercorrono l’emozionante  storia della band toscana più tre inediti: “I Ragazzi stanno bene”, “Andalusia” e “Adesso basta”: "I Ragazzi Stanno Bene', assieme ad altri due inediti, sarà inserito nel nostro secondo Best Of, quello della celebrazione dei 25 anni di storia della band. La prima raccolta fu pubblicata nel 2003. Esattamente dopo la nostra prima apparizione sanremese. Magari significa qualcosa…".

Il testo di "I ragazzi stanno bene"

Tengo il passo sul mio tempo concentrato come un pugile
Sarà il peso del mio karma o la mia fortitudine
Con in mano una chitarra e un mazzo di fiori distorti
Per far pace con il mondo dei confini e passaporti
Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto
Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco
Dove camminiamo tutti con la testa ormai piegata
E le dita su uno schermo che ci riempie la giornata
Ma non mi va
Di raccogliere i miei anni dalla cenere
Voglio un sogno da sognare e voglio ridere
Non mi va
Non ho tempo per brillare voglio esplodere
Ché la vita è una poesia di storie uniche
E poi trovarsi qui sempre più confusi e soli
Tanto ormai non c’è più tempo che per essere crudeli
E intanto vai, vai che andiamo dentro queste notti di stelle
Con il cuore stretto in mano e con i tagli sulla pelle
Ma i ragazzi sono in strada, i ragazzi stanno bene
Non ascoltano i consigli e hanno il fuoco nelle vene
Scaleranno le montagne e ammireranno la pianura
Che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura
Di piangere stasera, di sciuparvi l’atmosfera
E di somigliare a quelli come me
Non mi va…
Di lasciarmi abbandonare, di dovermi abituare
Di dovermi accontentare
Sopra di noi la gravità
Di un cielo che non ha pietà
Pezzi di vita che non vuoi perdere
Giorni di festa e altri da lacrime
Ma ho visto l’alba e mette i brividi, i brividi…