10 Febbraio 2012
15:49

Hanno ucciso l’Uomo Ragno compie 20 anni

Il primo singolo degli 883 compie 20 anni eppure sembra ieri quando ballavamo dappertutto questo pezzo che, oggi, è un classico degli anni Novanta. Max Pezzali si racconta ad Rtl 102.5 ed il tormentone è il solito: che fine ha fatto il “biondino” Mauro Repetto?

Il primo singolo degli 883 compie 20 anni eppure sembra ieri quando ballavamo dappertutto questo pezzo che, oggi, è un classico degli anni Novanta. Max Pezzali si racconta ad Rtl 102.5 ed il tormentone è il solito: che fine ha fatto il "biondino" Mauro Repetto?

"Solita notte da lupi nel Bronx, nel locale stan suonando un blues degli Stones", comincia così Hanno ucciso l'Uomo Ragno, che in questi giorni compie 20 anni dal primo ascolto. Una colonna sonora di una generazione intera che ha ballato, e continua a ballare nelle serate revival, il singolo che lanciò, con l'album omonimo, gli 883, al secolo composti di Max Pezzali, di cui storia e imprese recenti si conosce benissimo, e Mauro Repetto, il famigerato biondino che ballava come un ossesso che, da un giorno all'altro, è letteralmente sparito dallo showbiz.

Max Pezzali è stato ospite di Rtl 102.5 proprio per celebrare il ventennale di quel primo disco che richiamava nella grafica gli albi del grande Sergio Bonelli e della Marvel e, durante la trasmissione, ha parlato di Mauro Repetto e della sua decisione di lasciare, dalla sera alla mattina, il gruppo degli 883. Il "biondino", nei racconti di Pezzali, aveva tutto, il gruppo era all'apice del successo con le hit Come un deca, Sei un mito, Nord Sud Ovest Est, ma l'idillio con Repetto terminò dopo appena due anni vissuti a mille all'ora e due album pubblicati. Il motivo? Sembrerebbe l'amore di Repetto (mai corrisposto) per una topmodel più la follia che lo contraddistingue.

MAURO REPETTO, UN FOLLE – Secondo Max Pezzali, il "biondino" degli 883 era, ed è ancora dotato, di una follia fuori dal comune. Come dichiara nell'intervista ad Rtl 102.5, Mauro era capace di fare di tutto, di portarti anche la luna se solo ne avesse voluto voglia ma, nel momento in cui qualcosa non girava più come voleva, mollava tutto con la stessa forza. Lasciò gli 883 per inseguire un sogno chiamato Brandy, una modella statunitense di colore che, nel 1994, era tra le più apprezzate e Pezzali racconta, senza risparmiare particolari.

Lui si era innamorato di una modella bellissima, si chiamava Brandy. La vide in una sfilata a Parigi, si innamora di questa tizia, senza averla mai conosciuta, e parte per Los Angeles. Lui cosa ha pensato: vado a Los Angeles, produco un film, la assumo come attrice e le faccio la corte. Un pazzo scatenato! Ha bruciato una fortuna intera e non l'ha mai conosciuta di persona.

Un artista che però Max Pezzali non smetterà mai di ringraziare perchè se non fosse stato per Mauro Repetto, probabilmente gli 883 non sarebbero mai esistiti. Fu proprio Repetto che azzardò la consegna della cassetta demo al portinaio di Claudio Cecchetto, scopritore del talento di Pezzali che, per questo motivo, non smetterà mai di ringraziare il "folle" amico. E oggi Mauro come vive? Dopo essere rinsavito dagli insani propositi di improvvisarsi produttore cinematografico, anche perchè saranno esauriti gli ingenti fondi, ha tentato senza successo la carriera solista alcuni anni fa. La critica ed il pubblico massacrarono il suo disco Zucchero Filato Nero del quale, infatti, non si ha assolutamente memoria se non in qualche link presente su Youtube con pochissime visualizzazioni. Adesso Mauro vive in Francia e si è dato al teatro, ma niente paura, niente spese folli perchè la "musica" sembra sia cambiata: dopo un passato da animatore turistico per Disneyland Parigi ha fatto carriera e ne è diventato amministratore per i Grandi Eventi.

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