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Gli Eiffel 65 e l’uscita di Gabry Ponte dal gruppo: “Non decisi io, loro volevano fare altra musica”

Il trio che aveva raggiunto il successo planetario grazie alla hit Blue ha perso un pezzo pochi anni dopo il successo. Ad uscire dal gruppo il dj Gabry Ponte, che aveva raccontato di non aver scelto autonomamente di lasciare.
A cura di Andrea Parrella
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Nell'ultima serata di Arena Suzuki, lo show ideato da Amadeus e trasmesso su Rai1 dall'Arena di Verona, tanti artisti sono saliti sul palco. Tra questi anche gli Eiffel 65, gruppo di culto dei primi anni Duemila, che grazie al successo di Blue riuscì ad ottenere un'eco planetaria, arrivando in ogni angolo nel mondo e, in particolare, negli Stati Uniti.

L'uscita dal gruppo di Gabry Ponte

La formazione originale della band comprendeva il musicista Maury (all'anagrafe Maurizio Lobina), il front-man e cantante Jeffrey Jey (all'anagrafe Gianfranco Randone) e il disc jockey Gabry Ponte (all'anagrafe Gabriele Ponte). Quest'ultimo, tuttavia, è uscito dal gruppo da diversi anni a causa di divergenze con i suoi compagni di viaggio. Una spaccatura che a distanza di tanti anni colpisce ogni qualvolta gli Eiffel 65 si ritrovino in Tv, come in occasione della serata del 4 ottobre. Separazione di cui Ponte aveva parlato in un'intervista al Corriere, spiegando di non aver deciso autonomamente:

Non sono stato io a lasciare il gruppo: fra il 2005 e 2006 gli altri ragazzi mi hanno detto che volevano andare avanti da soli perché volevano fare musica diversa, più pop. Io ho detto che non condividevo la decisione, però liberi tutti, mi sono concentrato sul mio progetto.

Anche i rapporti umani si sono deteriorati, seppure in parte, come aveva spiegato: "Con Jeffrey siamo in ottimi rapporti, Maurizio non mi parla da un sacco di anni ma gli voglio bene lo stesso".

I numeri di Blue

Difficile riuscire a quantificare le dimensioni del successo riscosso dagli Eiffel 65 con la loro hit principale, quella Blue nota in tutto il mondo. La canzone, nel suo complesso, ha garantito al gruppo oltre 2 mila concerti in due decenni e più di 15 milioni di copie vendute. La risonanza del pezzo vale tutt'oggi ed è evidente la capacità di questa canzone di aggregare diverse generazioni.

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