Il venerdì è il giorno in cui escono gli album, giorno unico che per quest'ultima settimana ha visto alcune uscite importanti per la Campania, in particolare e non solo, a leggere i nomi: nuovi album, nuovi singoli e soprattutto collaborazioni che sottolineano quanto la contaminazione sia un punto importante per la musica che viene da una delle patrie per antonomasia della musica mondiale. Tra le varie uscite della settimana, infatti, l'occhio è caduto su tre collaborazioni in particolare, ovvero quella tra Teresa De Sio, che ha pubblicato il suo nuovo album "Puro Desiderio", e Ghemon, con cui ha scritto "In un soffio di vento", il singolo annunciato giorni fa che vede fianco a fianco i due giudici di The Voice, ovvero Gigi D'Alessio e Guè Pequeno che duettano in "Quanto amore si dà" e il sax di James Senese che suona in "Rame", canzone inclusa nell'ultimo album "La terra sotto i piedi".

De Sio/Ghemon, due universi lontani ma vicinissimi

L'incontro tra Teresa De Sio e Ghemon è di quelli ineluttabili, per l'amore artistico che da sempre il cantante ha per la De Sio e per le caratteristiche che da sempre accompagnano la musica della De Sio. I due si sono incontrati durante un Primo Maggio a Taranto e da lì è scoccata evidentemente la scintilla che ha portato uno dei più talentuosi artisti italiani a collaborare a una delle canzoni di quest'album: "Nuove anche le sonorità – ha dichiarato la De Sio parlando dell'album -: un suono prevalentemente elettro/acustico, molto contemporaneo, potentissimo e innovativo realizzato insieme a Francesco Santalucia, a sottolineare una nuova, vertiginosa ed appagante ripartenza. Ghemon vi è entrato subito, con la gentilezza ed il talento che gli appartengono e che lo rende unico tra gli  artisti della sua generazione. Un featuring, un'amicizia nata sul palco: la scoperta di una comune sensibilità artistica e umana". Il brano è un inno a non perdere la speranza, nonostante tutto intorno è in declino perché "quanno tu me tieni forte astrignute ‘e mani attuorno pare ca s’appiccia ‘nata vota ‘a luce. Pecchè chi no, nun tene niente, se piglia ‘o munno si nunn’aspetta durmenno ca se gira ‘o viento" (quando tu mi tieni strette le mani sembra che si accenda un'altra volta la luce. Perché chi non possiede niente si prende il mondo se non aspetta, addormentato, che il vento giri"): "Questo brano l’ho scritto pensando da subito a me e Ghemon – ha detto la cantante -, un artista che stimo davvero tanto. Due universi sonori in apparenza lontani, uniti da una fortissima matrice comune. Non solo quella territoriale e linguistica (siamo entrambi campani), ma anche e soprattutto la voglia di suonare una musica con un grande potere sovversivo e di ribaltamento. Anche in questa canzone gioco col ribaltamento, quello che sembra perduto non lo è, se c'è qualcuno ti stringe forte le mani.

Guè e Gigi, il rap leggero napoletano

Gigi D'Alessio e Guè Pequeno, invece, vivono da sempre su due mondi opposti, anche se ultimamente entrambi ormai fanno parte di un grande mainstream che unisce anche il pop napoletano al rap nazionale, passando per i suoni latini che vanno tanto di moda. In "Quanto amore si dà" – prodotto da Shablo, Max D’Ambra e Junior K – c'è Gigi D'Alessio in autotune che duetta proprio col collega di The Voice che rappa "Sono la G nazionale, come Gigi" unendo l'italiano, il napoletano e pure un po' di spagnolo per questa unione strana che in famiglia era stata vissuta – con altri suoni, a dir la verità – quando Anna Tatangelo chiese ad Achille Lauro e Boss Doms di rifare "Ragazza di periferia". Per Gigi, che tra qualche settimana si esibirà in un doppio appuntamento live con Nino D'ANgelo – è il preludio al nuovo album: "Per questo disco ho composto i brani senza fretta, senza interessarmi a scadenze di nessun tipo, per potermi concentrare solo sulla musica e proporre al pubblico un album capace di emozionare" come si legge nella nota stampa che accompagna il singolo.

Il sax di James Senese per Daniele Silvestri

Il minuto 3.35 di "rame" è quello in cui ti prende un groppo alla gola, quando entra il sax di James Senese, quel suono inconfondibile che caratterizza il musicista napoletano, anima dei Napoli Centrale, degli Showmen e anche di Pino Daniele, che Silvestri ama da tempo e con cui aveva già suonato live. Un pezzo che vede anche la chitarra di Niccolò Fabi, per un momento speciale che vede anche Fabio Rondanini alla batteria e Ilaria Graziano ai cori: per chi ama Senese quel suono è una sorta di madelaine, qualcosa che riporta al mare, alla pace e alla tecnica di uno dei musicisti più importanti che abbiamo in Italia, oggi.