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Gigi D’Alessio a Fanpage sullo scudetto del Napoli: “L’abbiamo fatta grossa!”

Gigi D’Alessio ha festeggiato la vittoria dello scudetto del Napoli e a Fanpage ha parlato di questo successo della squadra e della città.
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A cura di Francesco Raiola
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Una delle voci di Napoli è senza dubbio quella di Gigi D'Alessio, tifosissimo del Napoli e uno degli artisti più amati del Paese. Lo abbiamo contattato a caldo per chiedergli di questo scudetto del Napoli, lui che ha cambiato le proprie canzoni per adattarle alla squadra e che a fine maggio terrà cinque concerti in Piazza del Plebiscito e chissà che non possa ospitare qualche calciatore campione d'Italia.

Sei tornato a Napoli per l'occasione?

Sì, ce l’ho fatta in tempo, altrimenti avrei avuto comunque cinque giorni di tempo per festeggiare, con i concerti al Plebiscito.

Sarà l'occasione, eventualmente, per festeggiare anche assieme al Napoli?

Che dirti, non lo so, è ancora tutto un rebus.

Sei uno dei volti di questa città, in quest'occasione si è sentito molto, no?

Sicuramente è una grande responsabilità e mi fa piacere. Spero che si festeggi in modo sereno, per la salute e la sicurezza delle persone. Non vorrei che questo scudetto avesse qualche maglia.

Come è stato questo scudetto?

È stato stupendo, una sorpresa perché non eravamo favoriti.

A chi va il merito?

A Giuntoli, sicuramente, perché ha costruito una grande squadra, ma è come fare la spesa, io ti porto le aragoste ma tu devi saperle cucinare, per questo il merito più grande va a Spalletti. Questa è una vittoria della squadra, non c'era il singolo, sai, non è come all'epoca di Maradona, qua sono tutti Maradona. Con la partenza di Koulibaly, Insigne, Mertens etc ci siamo un po' avviliti, invece Giuntoli ha portato tutti gli ingredienti che Spalletti ha saputo cucinare bene da grande chef.

Che emozione è festeggiare trent'anni dopo l'ultima volta?

Una grande emozione, tanto che ci eravamo quasi dimenticati. Indubbiamente siamo un popolo passionale, nati per non avere, quindi tutto ciò che arriva è una sorpresa. Il fatto che non lo diamo per scontato dà ancora più soddisfazione. Se succede al nord è normale, quando succede a noi è una sorpresa, ma questa cosa succede anche in altri ambiti, se apri una pizzeria subito c'è chi si chiede chissà chi hai alle spalle. Se fai successo come cantante si chiedono chissà come hai fatto. Esiste questa cosa che sembra quasi che devi lavorare di più e quando conquisti una cosa devi quasi chiedere scusa.

Aver vinto con questo anticipo ha tolto gusto o l'ha prolungata?

Secondo me l'ha prolungata così festeggiamo ogni partita successiva. Tutto questo è bello perché vuol dire che c'è fame di festeggiamenti, di essere primi. Pensa dover vivere con l'ansia fino all'ultima di Campionato, come siamo stati abituati, invece adesso l'abbiamo fatta grossa.

La vedi anche tu come un miracolo?

Ma no, dovremmo smetterla, ormai siamo una squadra competitiva.

Eri amico di Maradona, sarebbe stato bello vederlo al Maradona, no?

Sicuramente, ma io credo che ci sia la sua mano, non a caso quest'anno il Mondiale l'ha vinto l'Argentina, il Napoli ha vinto lo scudetto e se non fosse stato per gli arbitri potevamo anche sperare nella vittoria della Champions.

In quanti ti stanno chiedendo una canzone per il Napoli?

Guarda ormai la stanno scrivendo tutti, perché Napoli è di tutti, quindi ognuno si sente in dovere di scrivere un inno dedicato al Napoli. E come sempre, quando metti mille inni insieme l'inno alla fine non c'è. Ogni persona che sento mi dice che sta facendo l'inno per il Napoli. Una cosa l'ho fatta, ho preso una canzone mia, "Ora" e ho cambiato le parole del ritornello.

Hai una canzone preferita tra quelle che si cantano allo stadio? 

Varie, da quelle classiche ai cori, ma non è la canzone in sé, è la forza della gente, queste voci, questo coro di cuori messi insieme.

Chi deve restare assolutamente?

Io lascerei tutto come sta, squadra che vince non si cambia.

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