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2 Novembre 2016
15:55

Gigi D’Agostino, un’icona degli anni ’90 che non è mai passata di moda

Erano gli anni ’90 quando una serie di hit dance come “L’amour toujour”, “Bla bla bla” e “The Riddle” fecero di Gigi D’Agostino una vera e propria star del dancefloor, idolatrato dalle folle e imitato dai colleghi. Oggi la sua musica è più forte che mai e c’è chi parla di seconda giovinezza, benché la prima non sia mai finita.
A cura di Francesco Raiola
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Gigi D’Agostino (Foto via Facebook)
Gigi D’Agostino (Foto via Facebook)

Un tamarro, simbolo di una musica tamarra. Un innovatore, un precursore, il padre della dance anni '90. Il simbolo del trash, ma di quello che con anni di ritardo ci piace. Difficilmente, insomma, si troverà una quadra su quello che Gigi D'Agostino ha rappresentato per l'Italia musicale, nel nostro Paese e nel mondo, ma non c'è dubbio che il dj torinese abbia inferto una crepa importante nel muro della dance degli anni '90, nel Paese che la dance l'ha innovata e sostenuta. Negli anni scorsi si è molto parlato del ritorno in voga di Gigi D'Ag, autore di hit storiche come "L'amour toujour", ovviamente, ma anche di "Bla Bla Bla" e "The Riddle", di come il suo nome sia tornato a circolare anche all'interno di circoli che non sono per forza quelli che si aggrappano alla nostalgia, ai "begli anni '90 andati, mentre oggi…", quanto quelli di giovani che tornano a interessarsi a un dj enterteiner, come lo definiva qualche mese fa Dj Mag, forse uno dei primi a capire le potenzialità del personaggio dietro la consolle e a sfruttare al massimo le potenzialità che aveva.

Oggi siamo pieni di questo tipo di figura e col passare del tempo il Dj è diventata sempre più una star, talvolta chiacchierata più per le proprie liaison amorose che per la propria musica (prendiamo Calvin Harris come punto che sta nel mezzo con Tiesto, Avicii, Guetta e compagnia), ma D'Agostino ne è stato uno dei precursori e oggi questo ruolo, pian piano, gli viene riconosciuto sempre di più. Negli ultimi mesi lo abbiamo visto prendere le redini dello storico Cocoricò, di cui è dj resident, riportando molti – nostalgia portami via – negli anni d'oro della riviera romagnola, e riprendere in mano la sua pista da ballo, quella che non lo ha mai abbandonato, alla faccia delle ondate nostalgiche dei media. Ma lo abbiamo anche visto far ballare i 5 Stelle a Palermo, durante la festa del movimento tenutasi lo scorso settembre.

"È molto semplice criticare o contestare o disprezzare un prodotto ‘commerciale', mentre realizzarlo è assai complicato, in molti casi impossibile" dice in una lunga e interessante intervista data a Soundwall nel 2014, quando ripercorre la sua vita, i primi anni '90, quelli in cui non c'era alcuna armonia, quelli in cui incideva brani solo per il dancefloor e solo saltuariamente, se ne aveva voglia, li dava anche alle radio che gliele chiedevano; quelle stesse radio che arrivarono su quel fenomeno anni dopo:

Le radio invece sono arrivate molto dopo, a giochi fatti. Di sicuro hanno amplificato il tutto, assolutamente, ma è stato un “dopo”. Una cosa fondamentale c’era in quegli anni, e purtroppo da moltissimo tempo non esiste più: esisteva ancora un minimo di proposta radiofonica, esisteva ancora il disco suonato in radio SOLO perché piaceva al dj, e non perché un programmatore di una radio lo aveva scelto per motivi politici ed economici.

Creare musica per sé, ma soprattutto per riempire le mancanze che trovava e dare più sostanza alle proprie serate. Quello che esce dalle interviste che si trovano in rete è il profilo di un artista che non mitizza nulla di quello che successe, che ci tiene a sottolineare la capacità di creare musica senza calcoli, che lascia lalibertà di disprezzare la sua musica, perché è così che va il mondo, e che spiega come la musica sia stata importante per sorpassare un periodo bruttissimo:

Per me, quello tra il 1993 ed il 1999 è stato un periodo bruttissimo, di sofferenza – dice ancora a Soundwall -. Avrei potuto sprigionare il dolore e la rabbia di quei periodi in cose brutte, invece ho tramutato tutta quell’energia negativa che cercava di soffocarmi, in un percorso di ricerca di emozioni che fossero molto più forti di quelle brutte. Mi sono liberato con la musica. “Elisir” non è un titolo a caso, come non lo è “L’Amour Toujours” o “Bla Bla Bla".

Troppo facile pensare, quindi, a un revival, molto meglio ragionare pensando a un omaggio che hanno senza dubbio aiutato il nome del dj a circolare con forza maggiore: lo hanno fatto Dzeko & Torres con la supervisione di Tiesto, lo scorso anno, con un remix di "L'amour toujour" che ad oggi conta quasi 20 milioni di visualizzazioni con una descrizione che rende omaggio al un pezzo "leggendario". Oggi, insomma, D'Ag è tornato, anche se in realtà non se n'è mai andato – problemi di salute a parte – e continua a far ballare migliaia di persone e ispirare artisti in tutto il mondo.

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L' Amour Toujours di Gigi D'Agostino suonata in chiesa con l'organo
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Sono passati 6 anni, ma sembrano un'eternità. Ciao Lucio
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