Gianna Nannini (LaPresse)
in foto: Gianna Nannini (LaPresse)

Si chiamerà "Amore gigante" il nuovo album di Gianna Nannini che uscirà il prossimo 27 ottobre e che nei giorni scorsi è stato anticipato dal singolo e dal video di "Fenomenale", primo estratto da questo nuovo lavoro di inediti della cantante senese, una delle maggiori espressioni del rock italiano, che arriva a 4 anni da "Inno", il precedente lavoro di inediti a cui seguirono le rivistazioni rock del cantautorato italiano, di "Hitalia" e quelle del proprio repertorio, "Hitstoria". E in occasione del lancio del singolo, scritto assieme a Davide Petrella, e prodotto da Michele Canova, la cantante ha dato un'intervista al Corriere in cui parla della sua vita (i contrasti con la famiglia, le scelte politiche, la pansessualità, la figlia Penelope) e della sua musica, dagli esordi al successo e gli incontri (da Mara Maionchi a Battisti e Vasco).

Gli inizi della carriera

Gli inizi non furono facili per la cantante, che lavorando nella pasticceria di famiglia (la storica Nannini di Siena) perse le falangi del medio e dell'anulare, episodio a cui deve sia la voce roca ("Cacciai un urlo terribile, la voce roca mi è venuta allora") che la prima bocciatura al Conservatorio ("Al pianoforte le scale venivano un po’ zoppicanti. Ridiedi l’esame con due piccole protesi di plastica e le unghie finte: lo passai"). Con i soldi dell'assicurazioni per l'infortunio fuggì e diede il via alla sua carriera che prese il via grazie a Milano e alla sua testardaggine ("Andavo alla Ricordi alle 7 del mattino, quando non c’era ancora nessuno, per esercitarmi al piano").

Scoperta da Mara Maionchi

A scoprirla fu quella Mara Maionchi che nel curriculum da talent scout può vantare nomi importanti, tra cui quello di Mango e quello di Tiziano Ferro, tra gli altri: "È sempre stata una grande talent-scout, oltre che una donna simpaticissima. Le suonai le mie prime canzoni al piano. Si commosse. E mi fece il primo contratto, per la Numero Uno, la casa di Battisti" che pure incontrò, nonostante il carattere del cantante: "Lui era molto schivo, di poche parole. È stato più intenso il rapporto con De André, soprattutto alla fine della sua vita. Sono stata amica di Dalla, ho fatto una canzone con De Gregori. Gaber era un bellissimo uomo, mi piaceva tutto di lui: il naso, l’odore".

Le polemiche per la copertina di America

Il successo – e qualche screzio col padre – arrivò con "America", l'album che aveva in copertina la Statua della Libertà con in mano un vibratore al posto della fiaccola, creando non poco scalpore, soprattutto in famiglia: "La masturbazione per me è sempre stata fondamentale, ancora lo è. Papà vide quell’arnese e lo confuse con un missile. Quando il Corriere di Sienagridò alla scandalo, capì la verità. Così scrisse una lettera di fuoco a Mara Maionchi, per ordinarle di togliere il cognome di famiglia dal disco".

La sessualità: "Ho amato uomini e donne"

E non ha problemi a parlare della propria sessualità, la cantante, definendosi pansessuale e spiegando, anche in altre parti dell'intervista, come non le interessino etichette e dicotomie: "Ho amato uomini e donne, sono pansessuale. Per me l’amore è consonanza di spirito, che è molto più importante del sesso. Di solito l’amore è possessivo; io credo nell’Amore gigante, come il titolo di un altro disco, che non lo è".

Vita privata: la figlia Penelope e la moglie Carla

Oggi ha una figlia, Penelope – nome dato per la lunga attesa nell'averla – che ama la musica e dopo aver suonato il violino adesso preferisce il pianoforte, e una moglie, Carla, che ha sposato proprio per tutelare la figlia: "A Londra vivo da tempo. Sono anarchica, non credo al matrimonio. Ma conosco Carla da quarant’anni, e ho in lei totale fiducia. Se non ci fosse Penelope, mia figlia, non avrei mai fatto questo passo. Ma se mi succede qualcosa, Penelope per la legge italiana non avrebbe nessuno. In Inghilterra Carla la può adottare".