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Gianna Nannini: il Pm chiede il processo per evasione fiscale

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per evasione fiscale della cantante Gianna Nannini. Secondo le accuse l’autrice di “Hitalia” avrebbe evaso più di 3 milioni di euro. La difesa pronta a portare “nuova e decisiva documentazione capace di provare che non c’è stata nessuna evasione”.
A cura di Francesco Raiola
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Gianna Nannini è tra gli super ospiti previsti per la sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo, ma ieri ha saputo che per la Procura di Milano dovrà essere processata per evasione fiscale di 3 milioni e 750 mila euro. Le indagini, infatti, condotte dal pm Adriano Scudieri hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio per l'autrice di "Hitalia" e lo scorso aprile portarono al sequestro della villa senese della cantante. Nonostante questo la stessa Nannini si difende tramite il suo avvocato Giulia Bongiorno che ha negato qualunque accusa e, anzi, ha fatto sapere che "la difesa, proprio in questi giorni, è entrata in possesso di nuova e decisiva documentazione" che proveranno "l'insussistenza dei fatti contestati".

L'udienza preliminare, fissata dal gup Fabio Antezza, si terrà il 3 marzo e sarà là che si deciderà se mandare a processo la cantante che stando alla ricostruzione del pm avrebbe sottratto la cifra nell'arco di tempo che va dal 2007 al 2012 "interponendo tra la società milanese, la Gng Musica srl e della quale risulta essere proprietaria e amministratore unico, e le case discografiche Sony e Universal (estranee alle accuse) una società di diritto irlandese (Bad&Worth Limited) e un'altra di diritto olandese (Z-Music Enterprise B.V)" entrambe prive di una vera e propria struttura; tutto questo al fine di non pagare quanto dovuto al fisco italiano per le royalties di dischi e concerti.

A questo si aggiungerebbero anche le detrazioni fiscali richieste per spese "inerenti attività canora" e che in realtà riguarderebbero arredi e decorazioni di una casa nel piacentino. I soldi risparmiati sarebbero stati usati per acquistare un appartamento da 1,1 milione di euro a Londra. Per questi motivi ci sarebbe stato il sequestro avvenuto lo scorso aprile. "Proprio in questi giorni la difesa è entrata in possesso di nuova e decisiva documentazione capace di provare che non c'è stata nessuna evasione. Porterò questi atti alla magistratura che potrà constatare l'insussistenza dei fatti contestati. Oltretutto si tratta di accuse che riguardano una società e non certamente Gianna Nannini" ha ribadito la Bongiorno.

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