Gianna Nannini (ph Daniele Barraco )
in foto: Gianna Nannini (ph Daniele Barraco )

Gianna Nannini si appresta a pubblicare il suo nuovo singolo, "La differenza", che uscirà il prossimo 11 ottobre, anticipando l'album omonimo. Gianna Nannini è tornata negli Stati Uniti per registrare questo nuovo lavoro, che sarà pubblicato il 15 novembre, e facendo una scelta precisa di registrazione, dal momento che l'album è stato realizzato nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, nel regno dell’analogico e di tantissima musica blues rock che ha fatto la Storia. La cantante ne ha parlato a Vanity Fair, in un'intervista in cui ha spaziato molto, parlando della sua vita, dell'adolescenza, dell'amore e anche delle droghe.

L'adolescenza di Gianna Nannini, età terribile

Da ragazza per tirare su qualcosa di soldi si faceva rubare l'autoradio in auto per ottenere denaro dall'assicurazione ("ogni tre mesi qualcuno regolarmente spaccava il vetro e io incassavo felice i soldi dell’assicurazione"), ma la cantante, icona rock – e musicale, in generale del paese – ha anche parlato della sua adolescenza, che definisce un'età terribile: "Mi vedevo brutta. Il naso lungo, le tette che di diventare grandi non volevano proprio saperne, lo sviluppo che tardava ad arrivare e un canone estetico che non collimava con quello in voga" confessa la cantante a Vanity a cui parla anche del fastidio che prova davanti a chi le chiede sempre se ami uomini o donne: "Ho sempre amato uomini e donne e soprattutto non ho mai avuto freni nel sentire e seguire quello che volevo. Le ho sempre rifiutate, le definizioni. Al termine ‘coming out', che ghettizza, ho sempre preferito la parola libertà. Alla parola gay, che ti pretenderebbe felice e ormai non usano più neanche in America quando indicono un pride, preferisco frocio. Chi è libero nel linguaggio è libero dentro".

Le droghe, tutte tranne l'eroina

Gianna Nannini, poi, ricorda anche gli anni delle dipendenze dalle droghe, tutte, dice, tranne l'eroina: "Tranne l’eroina, le ho provate tutte. Dalla cocaina, per un po’ di tempo, quasi quarant’anni fa, sono stata dipendente. Ero a Londra e ce la portavano in studio con la stessa semplicità con cui oggi ti consegnerebbero un panino. Non stavo mai senza, ci viaggiavo, ero del tutto incosciente" ha detto, ricordando anche il momento in cui decise per la prima volta di smettere. Le cadde nel water  e la droga cominciò a sciogliersi e mentre realizzava che per salvarla doveva mettere le mani dentro la tazza si disse che non poteva ridursi in quel modo.