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Gianna Nannini, 60 anni di rock controcorrente

Rock, pop, riscoperta della tradizione italiana. La carriera di Gianna Nannini, che oggi compie 60 anni, è un percorso energico che ci ha lasciato alcune delle canzoni più amate dal pubblico.
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Quando si parla di rock al femminile, in Italia, il primo nome che viene in mente è quello di Gianna Nannini. La senese, infatti, ha scritto alcune delle pagine migliori del rock nostrano riuscendo ad arrivare anche là dove quelle quattro lettere non avevano alcun significato. Gianna Nannini è riuscita a conquistare i cuori di più di una generazione di amanti della buona musica italiana, riuscendo a mescolare l'energia del rock alla sua parte melodica, rendendola pop e regalandoci alcune delle canzoni più amate e cantate di questi ultimi decenni: "America", "Sei nell'anima", "Bello e impossibile", "Meravigliosa creatura", "I maschi" fino a "Indimenticabile", singolo del suo album di inediti "Inno" uscito nel 2013: " Io sono sempre stata pop, eccome — che per me vuol dire sostanzialmente venire da dove venivo, cantare le radici

Ma Gianna Nannini è anche l'emblema di chi non ha paura a rischiare, gettandosi a capofitto in avventure che fuoriescono da quelli che sono i confini del suo genere. E così la cantante senese può vantare anche pezzi con due tra i maggiori rapper italiani. Tutto partì nel 2008 quando collaborò al successo di Fabri Fibra "In Italia", per poi ripetere l'esperienza con il rapper più amato del 2013, ovvero Fedez con cui ha cantato "Nuvole di fango", uno dei tre inediti contenuti dell'edizione Deluxe dell'album del rapper "Sig. Brainwash – L'arte di accontentare".

Le origini di una carriera straordinaria

Ma la storia della Nannini parte da lontano, dagli anni '50, quando nasce e cresce in una famiglia speciale, che vede il padre proprietario di una nota industria docliaria, nonché per anni Presidente della squadra di calcio del Siena e il fratello, Alessandro, che diventerà uno dei protagonisti della Formula 1 mondiale. È proprio nell'azienda di famiglia che la rocker muove i primi passi, studiando, contemporaneamente pianoforte. Una tragedia, però (la perdita di due falangi) la convince a prendere la decisione di trasferirsi a Milano, dove studia composizione con Bruno Bettinelli. In un'intervista all'inserto del Corriere della Sera La lettura ha spiegato: "Quell’incidente, anche per via della sua gravità, è stata proprio una scoperta, come scoprire una melodia. Quel dolore ha cambiato la mia vita, letteralmente. Lì di energia ne è venuta fuori parecchia: mi ha dato il tragitto, mi ha dato la ferrovia — una ferrovia di sangue che mi ha portata a Milano. Ero al quinto anno di pianoforte e anche con le dita mozze, con quel problema in più, riuscii a passare l’esame". Un'energia che ne caratterizzerà l'intera carriera quando prima sarà notata da Claudio Fabi e Mara Maionchi della Numero Uno che la faranno diventare la  voce femminile del gruppo Flora Fauna Cemento e poi uscirà con l'album solista "Gianna Nannini" nel 1976, ma è col terzo album "California" e col singolo "America" che la Nannini comincia ad annusare l'odore del successo. Il testo della canzone parla di masturbazione e sulla copertina dell'album è ritratta la Statua della Libertà che al posto della classica fiaccola ha un vibratore. Una provocazione che colpì e contribuì a far parlare della cantante che con latin Lover comincia anche a oltrepassare i confini nazionali arrivando a vendere circa 250 mila copie in Germania. "Puzzle", il suo sesto album è un successo incredibile che la porta a tenere un tour europeo e a suonare al Montreau Jazz Festival, uno dei festival più importanti al mondo. In quell'album c'è "Fotoromanza", da cui viene tratto un video girato da Michelangelo Antonioni, e che le permette di vincere il Festivalbar. Il 1986 è l'anno di "Profumo" che include i successi "Bello e impossibile" mentre l'anno successivo pubblica la compilation "Maschi e altri" in cui c'è "I maschi", altro successo della cantante, che continua anche a esibirsi a teatro (questa volta nell'"Opera da tre soldi" di Bertold Brecht e Kurt Weill assieme, tra gli altri, a Sting).

L'inno di Italia 90 e "Meravigliosa creatura"

Nel 1990 firma assieme a Edoardo Bennato la colonna sonora dei Mondiali di Calcio che si tengono in Italia. Nel 1993 esce "X forza e X amore" che contiene l'ennesimo tormentone della cantante, ovvero "Radio baccano". Nel 1993 si laurea  presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena con una tesi discussa ha il titolo "Il corpo nella voce". Ma la Nannini non smette di sfornare successi incredibili, che il corso degli anni non ha oscurato e così nel 1995 esce con "Meravigliosa creatura", presente nell'album "Dispetto", mentre l'anno successivo è la volta del suo secondo best of "Bomboloni" da cui è tratto il singolo omonimo.

Il primo posto in classifica grazie a "Sei nell'anima"

Successi incredibili che non portano i suoi album al primo posto della classifica, finché nel 2006 esce "Grazie", che contiene il singolo "Sei nell'anima" che fa da traino all'album che vende 450 mila copie risultando il più venduto dell'anno. Nel 2008 si toglie anche lo sfizio di vincere il Festival di Sanremo, o meglio, scrive la canzone che lo vincerà, ovvero "Colpo di fulmine", cantato da Giò di Tonno e Lola Ponce. Il resto è storia, successi e collaborazioni importanti, ma anche una svolta nella sua vita privata che non manca di scatenare un enorme dibattito. La Nannini, infatti, a 56 anni, nel 2010, diventa madre di Penelope e risponde alle critiche con un'intervista a Tv, Sorrisi e Canzoni in cui dichiara: "All'improvviso tutti si sono dimenticati della libertà e del diritto che ha ciascuno di noi di fare quello che vuole, quando e con chi vuole". Con la nascita di sua figlia la Nannini si regala anche il primo posto della classifica FIMI per l'album "Io e te", mentre nel 2013 esce, appunto, "Inno", certificato disco di platino.

Una carriera lunga e difficilmente riassumibile, in cui la Nannini ha dimostrato come si possa essere rock e mainstream, riscoprendo le radici pop italiane, "il nostro blues" come ha dichiarato in un'intervista. Una campionessa del suo genere, ma anche un'artista capace di confrontarsi con le novità e le critiche, sia nella musica che nella vita.

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