15 Giugno 2021
13:09

Giaime, tra Figlio Maschio e il joint album con Lazza: “Ne abbiamo parlato, siamo cresciuti insieme”

A poche settimane dall’uscita di “Figlio Maschio”, terzo progetto ufficiale di Giaime, il rapper milanese ha raccontato il concept autobiografico del disco, le collaborazioni sia con le icone milanesi Guè Pequeno e Jake La Furia, ma soprattutto con le due artiste Chadia Rodriguez e Rose Villain. Ha parlato anche di Lazza, anticipando un probabile joint album.
A cura di Vincenzo Nasto

Lo scorso 28 maggio è stato pubblicato da Giaime il suo terzo progetto discografico ufficiale: "Figlio Maschio". Un disco in cui si percepisce questo cambio di rotta per il rapper milanese, una direzione più personale racchiusa in 14 tracce e cinque featuring, tra cui le due icone milanesi Jake La Furia e Guè Pequeno, ma soprattutto la doppia sorpresa, tutta al femminile, di Rose Villain e Chadia Rodriguez, oltre a Nashley. "Timido nel quartiere, sensibile in piazza", uno dei versi contenuto nell'intro del progetto, potrebbe racchiudere la figura che Giaime vuole mostrare al mondo, giocando su sonorità reggaeton, ma anche l'assolo di chitarra in "Soli" e il lo-fi in "Lacrima". Assente giustificato Lazza, ringraziato nell'introduzione dallo stesso cantante per il primo singolo certificato oro "Fiori", che però potrebbe ritornare a sorpresa in un joint album: ancora nulla di ufficiale, ma i due rapper cresciuti assieme potrebbero regalare molte sorprese nel futuro prossimo. L'intervista a Giaime qui.

Un titolo singolare, "Figlio maschio", per il tuo terzo progetto discografico. Qual è l'immaginario che racchiude questo concetto? 

Il titolo dell'album "Figlio maschio" racchiude me stesso. Sono il figlio maschio dei miei genitori e quindi è un titolo che è già di per sé autobiografico. Per questo il disco all'interno ha 14 tracce che variano come sonorità, perché per come sono fatto io e per come molte persone sono fatte, non hai soltanto una sfaccettatura, probabilmente ne hai diverse. Volevo racchiudere queste sfaccettature in un unico concetto, che è "Figlio Maschio", ovvero me stesso.

Qual è stato il tuo primo obiettivo da raggiungere, quando hai pensato a "Figlio Maschio"?

Il processo che mi ha portato alla realizzazione dell'album è stata proprio l'esigenza di esplorare, divertirmi facendo la musica che mi piace fare, qualsiasi essa sia. Ovviamente mantenendo sempre quello che è il mio genere, ovvero il rap.

Milano è stato il tuo primo palco, fin dalle prime barre con Mastarais con "Sulla linea del limite". Quanto la città ha influenzato il tuo percorso di crescita?

Io fino agli 11 anni vivevo a Pescara. Quando mi sono trasferito a Milano ovviamente ho potuto scoprire in giovanissima età, verso gli 11/12 anni, che c'era un panorama di rap italiano incredibile che giù non ero riuscito a scoprire in quegli anni. Questo, e l'incontro con Lazza e con tanti altri ragazzi che facevano rap a Milano, mi ha portato a decidere che cosa volessi fare nella vita e poi a realizzarlo. Senza Milano probabilmente non avrei l'opportunità di essere qui oggi a parlare del mio disco.

Timido nel quartiere, sensibile in piazza: è una scelta differente rispetto alla narrazione comune dell'hip hop italiano.

Mi descrivo molto più di quello che dice la frase, che penso sia abbastanza chiara. So che nel rap italiano, ma nel rap in generale, si tende sempre a enfatizzare l'appartenenza alla strada, alla criminalità. Però ognuno deve essere se stesso, quindi sicuramente ci saranno artisti che possono portare avanti questa idea, questa politica. Nel mio caso, essendo me stesso, ero timido in quartiere e sensibile in piazza appunto. Volevo dare questa differenza, perché io sono così. Stando in un certo ambiente, non per forza ti conformi al 100% a quelle che sono tutte le dinamiche di quest'ultimo.

Differenziandoti dalla maggior parte dei tuoi colleghi, hai collocato nel tuo progetto musicale due artiste come Chadia Rodriguez e Rose Villain. Quanto tempo credi ci voglia per rendere omogeneo un processo che oltreoceano ha già attecchito, come quello della presenza fissa di artiste nell'immaginario hip hop?

Per me è stata una scelta dovuta, sia per la curiosità, ma per ampliare il raggio del disco e non limitarmi a collaborare sempre con solo maschi. Ho avuto voglia di coinvolgere due ragazze, non una, nel disco proprio perché in tutto il mondo succede e fino a che non succederà anche qui, le ragazze in Italiano non saranno mai riconosciute come rapper come i ragazzi. Spero di aver potuto contribuire anche in minimissima parte a lasciar sì che questa cosa vada sempre più in alto e che escano sempre più ragazze che rappano bene e che si divertano a fare quello che è il rap italiano, dicendo quello che vogliono.

Perché proprio Chadia Rodriguez e Rose Villain?

Chadia e Rose sono due ragazze, e sottolineo ragazze, che fanno parte della scena musicale italiana. Sono entrambe talentuose e hanno un loro bacino di utenza e un tipo di argomenti. I featuring sono nati perché una traccia richiedeva certi argomenti e quindi probabilmente ci stava meglio Rose, e una traccia parlava di altri argomenti. Ascoltandola più volte ho pensato che non ci sarebbe stata una ragazza migliore per rappresentare l'argomento del pezzo insieme a Chadia.

Non capita a tutti di avere la possibilità di collaborare con Jake La Furia e Gué Pequeno nello stesso progetto. C'è qualcosa che ti ha spinto a preferire l'uno all'altro?

Non esiste preferire un pezzo con Jake o Guè. Sono due mostri sacri, vengono dallo stesso gruppo, i Club Dogo. L'emozione per me è uguale, identica. È ovvio che collaborando con un mio coetaneo, con qualcuno di più piccolo, non hai quella visione di qualcuno che ti ha cresciuto, nel rap italiano. Per me è stato un gradino in più poter avere a che fare con entrambi, musicalmente parlando, e avere l'onore di averli entrambi nel disco.

In questo disco, si nota nella tracklist l'assenza di Lazza, compagno di avventure nell'hip hop italiano. Potrebbe essere un indizio per un progetto che potrebbe coinvolgervi entrambi, magari un joint album?

Abbiamo pensato a un progetto insieme. Non c'è nulla di ufficiale, nulla di scritto o di contrattualizzato, però siamo ragazzi che sono cresciuti insieme, amici da una vita, fratelli. Abbiamo una passione in comune, siamo entrambi molto talentuosi, chissà, probabilmente un giorno, tireremo fuori qualcosa di un po' più concreto di solo un paio di singoli, che comunque sono andati entrambi molto bene.

La tua traccia preferita del disco?

La mia traccia preferita è "Wonderful", ma non riesco a non metterti allo stesso livello anche "Club Hotel". Rispettivamente prodotte da Andry The Hitmaker e Zef e Marz.

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