Gazzelle (ph Young Goats)
in foto: Gazzelle (ph Young Goats)

"Superbattito" fu una sorpresa, l'album che raccoglieva alcune delle canzoni di questo nuovo cantautore romano che aveva deciso di chiamarsi Gazzelle e che col suo pop si inseriva in quell'ondata definita It-Pop che da qualche anno invade radio e classifiche italiane. Un album che gli aveva dato enorme visibilità, proseguita con "Martelli" 8che ha chiuso l'uscita dei singoli dell'album precedente, nella versione repack) prima e "Tutta la vita", poi, che ha dato il la alla nuova avventura di Flavio Pardini, vero nome del cantautore che questa settimana ha esordito in top 10 con il suo nuovo album "Punk!", un titolo provocatorio che ovviamente ha in sé più l'indole e la voglia di provocazione del genere che i suoni che, invece, tornano pop, ma anche meno elettronici del precedente album.

Sopra è una canzone d'amore

Gazzelle ha esordito in nona posizione in classifica, in una top 10 che questa settimana vede tra gli altri Marco Mengoni in testa, Mina seconda, e Carl Brave, per restare al segmento, che ha esordito al decimo posto. Il nuovo singolo del cantautore è "Sopra", uscito un mese fa e che ad oggi conta oltre tre milioni di stream su Spotify e oltre due milioni di visualizzazioni su Youtube. "una canzone d'amore, ma una canzone d'amore arrabbiata" come ha spiegato a Fanpage.it a cui ha spiegato come e dove nasce: "‘Sopra' è il singolo radiofonico su cui abbiamo puntato, tra l'altro è un singolo che sta piacendo tanto e ne sono contento, è una canzone che mi diverte, super amara come spesso sono le mie canzoni, però mi fa divertire, è una canzone in cui mi sono messo a giocare ancora di più con le parole di creare delle immagini ambigue e anche un po' sporche, anche se di fondo credo ci sia una dolcezza giusta, senza essere volgari e andare a parare chissà dove. È una canzone d'amore, ma una canzone d'amore arrabbiata".

Come è nata "Sopra"

Il cantante ci spiega anche che "è nata a casa mentre ero a non fare niente, mi sono messo al pianoforte, è stata una cosa di getto, sono partito da ‘sotto, sotto, sotto' avevo in testa ‘sta cosa e mi piaceva" ci ha spiegato, raccontandoci come l'uso delle figure retoriche presenti nel testo nascano spontanee e non a tavolino: "Seguo degli schemi che ho in testa, ma che non ho ancora analizzato, c'è qualcosa che funziona in tutto ciò, c'è una regolarità nel mio modo di scrivere rime, figure retoriche".

Quando una canzone diventa un tormentone

Ovviamente Pardini è consapevole che un testo come quello di "Sopra" col suo hook è in grado di martellarti la testa: "Ci penso all'effetto tormentone, che ti romperò il cervello, certo, così non sono solo io… perché quando è entrata in testa a me me la voglio pure levare e quindi tocca a te. Non mi interessano le parole che uso in alcuni casi, quindi per me, ad esempio, quell"E poi, e poi, e poi' è musica, mi interessa più il suono. Avrei potuto usare anche "e noi, e noi, e noi, ci ritroveremo ancora", avrebbe funzionato allo stesso modo. Non faccio un lavoro su ogni parola, la lascio andare così, poi risentendola capisco se funziona o al massimo butto tutto, non ritorno mai sui miei passi".