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Franco Battiato: Telesio, l’opera virtuale al Teatro Rendano di Cosenza

Il cantautore siciliano ha presentato all’Università della Calabria il progetto dedicato al filosofo rinascimentale, prima opera teatrale in ologrammi.
A cura di Paola Ciaramella
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Ieri mattina ha incontrato gli studenti dell’Università della Calabria, in occasione del V Centenario della nascita di Bernardino Telesio. E proprio al filosofo del Rinascimento italiano, Franco Battiato ha dedicato la sua nuova opera teatrale, al debutto il 6 maggio.

L’incontro-intervista è stato promosso dal Campus Arcavacata di Rende (Cosenza), dove ha sede l’Università, e Battiato è stato accolto dal Rettore dell’Ateneo calabrese, Giovanni Latorre, dal preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Raffaele Perrelli, e da Roberto Bondì, Tesoriere del Comitato Nazionale Telesio.

Secondo Nuccio Ordine, docente di Letteratura Italiana nello stesso Ateneo e firma del Corriere della Sera, Battiato ha avuto, tra i tanti meriti, “quello di sapere avvicinare la lirica al grande pubblico, senza snaturare le caratteristiche di questa importante espressione artistica ma, allo stesso tempo, rendendosi protagonista di un’opera di divulgazione e di una contaminazione senza precedenti”.

Ed eccoci al suo nuovo, ambizioso lavoro teatrale per coro e orchestra, che Battiato presenterà prima di dare il via al tour estivo

franco battiato

: Telesio andrà in scena al Teatro Rendano di Cosenza, città natale del filosofo, venerdì 6, sabato 7 – alle ore 21:00 – e domenica 8 maggio – alle 18:00; ispirata alla vita e agli scritti del filosofo cosentino Bernardino Telesio, l’opera – in due atti più epilogo – vanta le musiche originali di Battiato e il libretto di Manlio Sgalambro.

Telesio è un progetto totalmente originale, essendo un’opera “virtuale”: la scenografia, gli attori, i ballerini e i cantanti, sono rappresentati, infatti, da ologrammi; soltanto l’orchestra è composta da musicisti in carne e ossa. “Quando capisco o so che quell’essere che si muove in palcoscenico, che parla, canta, o danza”, ha spiegato il cantautore siciliano, “è un ologramma, mi affascina ancora di più. Si aprono, secondo me, possibilità e scenari inimmaginabili”.

Paola Ciaramella

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