Francesco Guccini si racconta in una intervista al Corriere della Sera realizzata in vista del suo 80esimo compleanno, che festeggerà il prossimo 14 giugno. La rivelazione: "Non sono mai stato comunista, tutti credono che io lo sia, ma non è vero". Una lunga intervista concessa ad Aldo Cazzullo nella quale si spazia su tutto: politica, musica, amicizie storiche. Sull'onda delle polemiche che ci sono state per la canzone "Bella Ciao" rivolta agli invasori Meloni e Salvini, il cantautore precisa: "Hanno la coda di paglia: subito hanno pensato a piazzale Loreto. Ma io non avevo intenzioni malevole. Mi basta mandare Salvini al mare con il mojito, e restituire Berlusconi alle sue tv e alle sue fidanzate. Nel frattempo la Meloni potrebbe spezzare le reni alla Grecia".

Mai stato comunista

Così, da "Bella Ciao" si passa alla fede politica di Francesco Guccini che rivela di aver votato in passato per il Psi e di non essere mai stato comunista.

Non sono mai stato comunista. Tutti credono che lo sia, ma non e' vero. Mi viene da dire, come a quei razzisti che sostengono di avere molti amici di colore, che ho molti amici comunisti, ma lo stalinismo non poteva piacere a uno come me, libertario, azionista.

Francesco Guccini, la musica e Lucio Dalla

L'intervista, dopo un ampio spazio di commento sulla politica odierna, verte poi tutto sulla musica. Il primo incontro con amici come Victor Sogliani, futuro fondatore dell'Equipe 84, con cui sperimentò un primo complesso: "Io comprai una chitarra, pagata 5mila lire che mi passò mia nonna Amabilia". 

Con Gaber sì, siamo diventati amici. Quando veniva a Bologna dopo lo spettacolo andavamo insieme da Vito. Non mi è piaciuto però che abbia scritto “la mia generazione ha perso”. Ha perso la generazione di mio padre, che si è fatto due guerre. Noi siamo figli del boom: abbiamo potuto studiare, siamo riusciti a fare quello che volevamo. Gaber era un ragioniere ed è diventato Gaber, io sono un maestro elementare… (E Battiato, ndr) Lo ritrovai al Club Tenco: era un barzellettaro formidabile. Come Bruno Lauzi. Io adoro le barzellette; ma ora non ce ne sono quasi più. Una delle migliori del mio repertorio me l’ha raccontata Baglioni. Anche se lui nega, perché si vergogna.

Francesco Guccini poi rivela di non essere mai stato veramente amico di Lucio Dalla: "Vedevamo la vita in modo diverso. Lui era molto cittadino, io abbastanza montanaro. Mi chiedeva: ma cosa fai tutto il giorno in montagna? E io gli rispondevo: niente. In realtà facevo un sacco di cose: camminavo, andavo a funghi…".