Francesco Di Bella (ph Riccardo Piccirillo)
in foto: Francesco Di Bella (ph Riccardo Piccirillo)

Ha scelto di partire prima in tour per cominciare a festeggiare questi 20 anni di carriera, Francesco Di Bella, ex leader dei 24 Grana e da qualche anno protagonista di un percorso solista che lo ha visto pubblicare, nel 2016, "Nuova Gianturco". Quello di Di Bella è un nome importante e storico non solo per la scena campana, di cui fu, coi 24 Grana, uno dei massimi esponenti degli anni 90, ma anche a livello nazionale, portando quell'esperienza anche al di fuori dei confini locali, grazie anche alla sua poetica, la capacità di scrittura e la quella di cavalcare veri generi senza mai perdere l'identità: "Abbiamo fatto la storia della musica alternativa italiana" spiega senza falsa modestia a Fanpage.it. Il Cardillo napoletano (dal nome della cover che, probabilmente, diede il la alla loro popolarità) ha scelto di mettersi in viaggio qualche mese prima di tornare a pubblicare il seguito di "Nuova Gianturco": "Il nuovo album rappresenta una rottura con il passato più recente" – spiega Di Bella parlando del nuovo album – "Era da tanto che non mi dedicavo ad un album con tutta questa urgenza creativa". Intanto però sarà protagonista di 5 concerti speciali che lo vedranno impegnato il 5 aprile a Milano (La Salumeria della Musica), il 6 a Roma (Largo Venue), il 7 aprile a Pisa (Lumiere), l'8 a Castelcivita in provincia di Salerno (Piazza Santa Sofia) e il 13 aprile a Napoli (Lanificio 25). Con lui sul palco ci saranno i musicisti con cui sta lavorando al nuovo album: Alfonso Bruno (chitarre), Andrea "Fish" Pesce (tastiere), Alessandro Innaro (basso), Cristiano de Fabritiis (batteria).

Vent'anni ma tante vite artistiche per te: a che punto sei in questo momento?

Il fatto di non essermi mai chiuso in un cliché mi ha sicuramente incoraggiato ad andare sempre avanti e a sentirmi aperto a nuove scoperte. È come se lanciassi sempre il cuore oltre l’ostacolo.

In attesa del nuovo album hai deciso di ripartire in tour: proporrai qualche inedito per tastarlo sul pubblico?

Non ancora perché il nuovo sound ha bisogno di una produzione live molto specifica e, anche se con la band ne avremmo tanta voglia, dobbiamo pazientare un altro po' per poterlo riprodurre fedelmente sul palco.

Che scaletta hai preparato?

Tutte canzoni tratte dal progetto "Ballads Cafè" e dal mio disco solistico "Nuova Gianturco".

Se ti guardi alle spalle ci sono più gioie o rimpianti?

Sotto il profilo musicale solo gioie, non ho rimpianti. Ho trascorso anni bellissimi in una band, i 24 Grana, con cui abbiamo fatto la storia della musica alternativa italiana. E anche oggi ho un team di musicisti straordinari, con i quali ho intenzione di costruire qualcosa di importante.

Qual è stato il momento di svolta della tua carriera?

Non saprei dirlo con precisione, perché la mia non è stata una carriera “normale” fatta di premi o chissà cosa, ma credo che il fatto di aver lasciato una band importante nel momento in cui bisognava raccogliere finalmente qualcosa, racconti bene il mio modo di essere e la mia voglia camaleontica di crescere come artista.

Lo ricordi il tuo primo concerto sul palco?
Sul palco ci sono stato fin da ragazzino, ma il debutto ufficiale fu come frontman dei 24 in un locale al Vomero chiamato Rude Pravo, e ricordo che mi scatenai come un pazzo!

I 24 Grana sono stati un’esperienza fondamentale per la musica napoletana e italiana. Se dovessi scegliere le canzoni che rappresentano al meglio quella esperienza e i vari passaggi quali sceglieresti?
Credo le canzoni dei primi tre album dei 24: componevamo con il fuoco dentro, gli altri della band erano bravissimi a capire ed ampliare le mie sensazioni e a seguire le suggestioni dei miei testi. Venivano fuori sempre cose incredibili.

A un certo punto hai sentito il bisogno di andare da solo, prima con un’esperienza come Ballads Cafè e poi col primo album solista. Cosa puoi anticiparci di quello che sarà il nuovo lavoro?
Il nuovo album rappresenta una rottura con il passato più recente. Nasce in team con Andrea Pesce e la band che mi accompagna dal vivo. Le canzoni le ho scritte tutte in poche settimane: dopo aver registrato i demo a casa di Andrea, abbiamo deciso di incidere l’intero album in quella situazione così “familiare”, salvo qualche overdub che necessitava di un ambiente diverso. Sono felice di come stanno andando le cose e c’è molta curiosità da parte di colleghi e addetti ai lavori. Era da tanto che non mi dedicavo ad un album con tutta questa urgenza creativa: sarà perché molto ha a che vedere con il fuoco!