L'epidemia da Covid-19, con la quale il mondo intero sta facendo i conti da più di sei mesi, ha avuto delle ripercussioni piuttosto gravi su svariati settori dell'economia attivi nel nostro Paese. Tra i comparti decisamente più in difficoltà c'è quello che riguarda il mondo dello spettacolo, soprattutto quello dal vivo, che in seguito all'annullamento di concerti e manifestazioni, ha lasciato senza lavoro migliaia di lavoratori che, proprio lo scorso sabato, hanno messo in atto una protesa a Milano, per poter puntare ancora una volta l'attenzione su un settore profondamente in crisi. Dopo svariati appelli da parte degli artisti, arriva quella che a conti fatti, è una delle prime proposte più concrete per risollevare le sorti di un mondo che rischia il collasso. Ed è così che Fedez, usando il suo profilo Instagram, diventa portavoce di un'iniziativa.

La proposta di Fedez

Il rapper milanese si trova a proporre, nuovamente, una soluzione già avanzata qualche mese fa e che ritiene possa essere di aiuto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, in modo da supportare le maestraneze che si trovano a dover combattere con la mancanza di lavoro e di stipendio:

"Utilizzo i miei spazi social per proporre una soluzione pragmatica e anche le società di booking possono mettere in atto. Ogni artista di un certo calibro, di quelli che riempiono i palazzetti, ha nel suo contratto una cosa che si chiama anticipo minimo garantito. Chi ha visto le proprie date rimandate a causa del covid ha percepito delle somme di denaro importanti. Io ho deciso di riunciare al 100% del mio anticipo minimo, se anche altri rinunciassero anche solo a una parte della somma, si potrebbe istituire un fondo che aiuti i lavoratori in crisi. Potremmo unire le forze tutte insieme, secondo me è una bella cosa, vediamo."

La protesta dei lavoratori dello spettacolo

Nella giornata di sabato 10 ottobre 2020 si è svolta a Milano una significativa protesta da parte dei lavoratori dello spettacolo. In piazza Duomo sono stati posizionati 500 bauli, che solitamente contengono l'attrezzatura necessaria per allestire uno spettacolo dal vivo e che stavolta, invece, erano completamente vuoti. Un modo silenzioso per far valere la voce di più di 570mila maestranze che stanno affrontando la terribile crisi del settore artistico e dell'intrattenimento.