Fabrizio De Andrè (ph Gino Lazzaroni)
in foto: Fabrizio De Andrè (ph Gino Lazzaroni)

Dopo il docufilm arriva anche la colonna sonora di "Fabrizio De Andrè & PFM. Il concerto ritrovato". È uscito lo scorso 22 maggio l'album – un cofanetto in due versioni: CD con libretto e doppio LP – che ripropone, appunto, lo storico concerto che Fabrizio De Andrè e la PFM tennero il 3 gennaio 1979 al Padiglione C della Fiera di Genova. Un ritrovamento annunciato qualche mese fa, già finito nelle sale in occasione degli 80 anni dalla nascita di Faber, per un film diretto da Walter Veltroni, e che adesso sarà possibile ascoltare su supporto fisico e digitale in altissima qualità, grazie al lavoro di restauro.

Le canzoni del concerto ritrovato

I fan del cantante potranno ritrovare alcuni dei suoi più grandi successi, suonati live da De Andrè e dalla PFM, un sodalizio che ha dato all'Italia un contributo musicale importantissimo, unendo uno dei nostri più importanti cantautori e la nostra band rock e prog più famosa al mondo. Due realtà che si unirono in un momento florido per l'Italia musicale, che in questo live ripropone successi incredibili, intervallati da quello che un momento del genere dovrebbe rimandare al pubblico, ovvero momenti extra, un po' come quando prima di attaccare "Andrea", De Andrè chiede al pubblico: "Ma si sente la voce? Male. Si sente davvero?" o quando spiega "Un giudice". Era il 1978 quando Franz Di Cioccio lo convinse a girare l'Italia per un tour con la sua band, che riarrangiò brani come "La canzone di Marinella", "Un giudice", "La guerra di Piero", "Amico fragile", "Verranno a chiederti del nostro amore", "Bocca di rosa" e "Il pescatore" tra le altre.

Un concerto completamente ristrutturato nel suono

E quello che sembra un piccolo particolare, una domanda anche divertita del cantante, invece, dà l'immagine di quelli che potevano essere i problemi reali. Il suono, infatti, è stato completamente rinnovato e come si legge nella nota stampa: "Dopo una prima operazione di restauro del materiale, sono state ricreate le condizioni di allora, montando un impianto all’interno di un hangar e riproducendo il concerto, generando un fronte sonoro simile all’originale, e registrandolo con microfoni ambientali. Il nuovo file stereofonico creato è stato poi oggetto di diverse trasformazioni per mettere in luce, nei limiti del possibile, quegli elementi che all’interno del mix originale erano stati bilanciati quella volta in modo discutibile per compensare le problematiche ambientali del concerto di allora" e talvolta a causa delle condizioni impossibili si è arrivati a estrarre i singoli strumenti e trattarli separatamente, per poi remixarli.