"Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare". Ezio Bosso lo chiede quasi implorando, ai fan accorsi alla Fiera del Levante di Bari per ascoltarlo parlare di musica e di vita. Il musicista, come noto affetto da una malattia degenerativa dal 2011, spiega le sue difficoltà fisiche e i limiti che il male impone alla sua capacità esecutiva:

Non sapete la sofferenza che mi provoca tutto questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare abbastanza alla musica.

Parole evidentemente dolorose, alle quali si aggiunge un'altra affermazione certamente di impatto per il pubblico presente: "Quando saprò di non riuscire più a gestire l'orchestra smetterò anche di dirigere". Queste le parole del musicista, riportate dall'Ansa, un'amara confessione che sembra naturale conseguenza di quello che Ezio Bosso non ha avuto timore di mostrare pubblicamente negli ultimi anni, la degenerazione del male e gli effetti sul suo fisico. Aggiunge poi una considerazione legata alla vita nella musica:

 "Il musicista non lo si diventa solo per talento a un certo punto, soprattutto chi ce l'ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina"

E come tipico del suo approccio Ezio Bosso, accompagnato sul palco dal suo cane Ragout, va al di là delle sue condizioni di salute, affermando che "la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza" e che "con la pazienza a tutte le eta' si può imparare, perché se uno dedica del tempo alle cose, vengono". Infine aggiunge un'ultima considerazione: "La musica ci ricorda anche questo: prendersi cura, avere rispetto, far star bene, non confondere la quotidianità con l'eternità, i nostri piccoli poteri con l'assoluto".