L'1 dicembre Eugenio Bennato porterà la Taranta Power sul palco di Piazza Plebiscito per i vent'anni di un progetto che è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica e di successo per il musicista partenopeo che ha portato la sua musica in tutto il mondo, prendendo le tradizioni del Sud Italia e facendone patrimonio mondiale: "Ero a New York e pensando a Napoli, tra i grattacieli, se in America avessero la Taranta cosa ne farebbero, e mi detti la risposta: "La farebbero diventare famosa in tutto il mondo", così coniai questo logo ‘Taranta Power' che ebbe subito un grande risconto in Italia" ha detto ai microfoni di Fanpage.it ricordando gli esordi, compreso il suo primo concerto di musica etnica che "fu a Napoli, prima che fondassimo la Nuova Compagnia di Canto Popolare".

La festa a Piazza Plebiscito

Una delle piazze più famose al mondo, quindi, sarà oggetto di una festa popolare che porterà sul palco il passato e il futuro, la Campania e il Salento, la Calabria e la Sicilia a ritmo di Taranta, linguaggio che dal Sud è diventato comune nel mondo – come anche altre esperienze come la Notte della Taranta dimostrano -, fenomeno musicale e antropologico, indagato da Antonio Infantino, Alfio Antico, un antropologo come Ernesto Di Martino e che a Napoli sarà portato sul palco da artisti come Pietra Montecorvino, Dolcenera, Arisa, Alfio Antico, M'Barka Ben Taleb, tra gli altri: "Piazza Plebiscito luogo emblematico delle grandi manifestazioni e io sono fiero che Napoli ci abbia proposto di festeggiare a Piazza Plebiscito. In questo concerto abbiamo deciso di invitare anche artisti che vengono da un mondo esterno dalla musica etnica". Dalle 17, inoltre, lungo via Toledo e via San Carlo due parate di suonatori itineranti: la Tarantella di Montemarano e i Bottari di Macerata Campania.

La Taranta non è modaiola

"Il concetto di Taranta non è un passepartout modaiolo. È energia che ribalta i termini della questione meridionale e divulga nel pianeta l’immagine di un Sud nuovo, trasgressivo e propositivo" aveva detto il musicista che cominciò perché "nell'epoca di Bob Dylan e dei Beatles, che amavamo, ma anche nell'epoca di De Andrè, scegliemmo di fare una scelta folle, quella di abbandonare le chitarre elettriche ed imbracciare i mandoloncelli e facendo la NCCP rinnovavamo il modo di essere musicisti".

Eugenio Bennato e Sanremo

Parlando di Sanremo, poi Bennato ricorda le sue partecipazioni e spiega che "Taranta Power appartiene ai giovani alla nuova generazione, non appartiene alla televisione. C'è una radicale contrapposizione oggi tra due mondi, quello della musica commerciale e il mondo di una musica che viene scelta. Un ragazzino di dieci anni che suona il tamburello e sta in prima fila ai miei concerti rappresenta una falange completamente distante, quindi andare a Sanremo significa entrare nelle cause ed evitando smanie intellettuali, è bene arrivare nelle case".