Eros Ramazzotti (LaPresse)
in foto: Eros Ramazzotti (LaPresse)

Se la primavera di Eros Ramazzotti è stata segnata dalla cover di "Una donna per amico" di Lucio Battisti, riarrangiata assieme ad Andro per il progetto "I love my radio", l'estate, invece, è stata di riposo e fisioterapia, come ha spiegato in un'intervista ai Lunatici, il programma notturno di Rai Radio2 condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. "Una estate di operazione alla spalla e fisioterapia, mi sono imbattuto in una caduta, mi sono fatto male alla spalla destra, ho dovuto operarla, sono ancora lì a lavorare per rimetterla a posto. Mi sono esibito all'Arena di Verona, ho giocato anche a pallone, ma l'ho fatto per aiutare il settore della musica, l'ho fatto a fin di bene" ha spiegato il cantante.

Ramazzotti per i lavoratori dello Spettacolo

Ramazzotti ha sottolineato, quindi, l'importanza di esserci per aiutare i lavoratori dello Spettacolo, colpiti dalla crisi dovuta al Covid-19. Il settore, infatti, è stato uno dei primi a fermarsi, quello live fin da fine febbraio/inizio marzo, mentre quello discografico ha proseguito a singhiozzi, mettendo in ginocchio tutta la filiera: "Il problema è generalizzato un po' per tutti, dietro alla musica, al teatro, al cinema c'è gente che lavora, che ha famiglia, tutto quello che facciamo è per loro. Noi artisti in qualche modo ce la caviamo, ma chi sta dietro deve lavorare, guadagnare e mandare avanti una famiglia. E' importante dare una mano a chi è più in difficoltà".

Il lockdown e l'omicidio di Willy

E a proposito del lock down anche il cantante ha parlato delle difficoltà di vivere quella situazione anomala: "Non tutti ne sono usciti migliori. Purtroppo l'essere umano è abituato a certi ritmi, a certi standard, difficilmente lo stacchi da certe abitudini. Quello di cui sono preoccupato è il non rispetto per la natura e per il prossimo. C'è molta cattiveria in giro, probabilmente dovuta anche a tutti questi mesi di stop" ha detto, facendo subito dopo riferimento all'omicidio di Willy: "Bisognerebbe essere uniti sempre, tutti i giorni, non solo quando si è costretti ad essere chiusi in casa. Se il lockdown ha fatto da detonatore all'aggressività che si vede in giro? Un po' sì, guarda morte di Willy. Non posso pensare ci sia gente così in giro. Però purtroppo c'è, esiste, è sempre esistita e questa situazione l'ha amplificata".