Ermal Meta ha postato un tweet in cui denuncia gli assembramenti che ci sono stati al Duomo, a Milano, in occasione della vittoria dello scudetto da parte dell'Inter. le immagini arrivate dal capoluogo lombardo hanno fatto molto discutere nelle scorse ore. Migliaia di persone, infatti, hanno attraversato la città per incontrarsi in uno dei luoghi simbolo della città per festeggiare uno scudetto che mancava da 10 anni: assembramenti di persone che, ovviamente, vista la quantità e lo spazio a disposizione, non potevano mantenere le distanze e spesso non avevano neanche mascherine a proteggerli.

Il Duomo pieno per i tifosi dell'Inter

Le immagini hanno fatto il giro del Paese e c'è chi non ci sta e le ha messe a confronto con quelle che un anno fa hanno girato per la protesta Bauli in piazza, il collettivo che protesta per accendere una luce maggiore sui lavoratori dello spettacolo, che hanno visto il proprio lavoro quasi azzerarsi nell'anno di pandemia da Covid. E Ermal Meta, postando la foto dei festeggiamenti, ha voluto denunciare proprio questa disparità di trattamento quando si parla di calcio e quando, invece, si ha a che fare con la musica spiegando come per problemi di quantità di persone ammesse lui ha avuto difficoltà anche a portare qualche persona in più per il concertone del Primo maggio.

La critica di Meta

"Al primo maggio non abbiamo potuto portare i nostri tecnici nonostante tutti i controlli – ha scritto il cantante pugliese -. Ieri al rientro a Milano mi sono trovato questo. È tutto molto imbarazzante e credo di non essere l’unico a sentirsi preso per i fondelli". Ermal Meta se la prende, quindi, con le enormi difficoltà di poter fare concerti all'aperto, con regole stringenti che per quanto riguarda il calcio, per ragioni di ordine pubblico, è più complesso gestire. La denuncia non è nuova, nel senso che il calcio fu spunto di un'altra polemica, quando fu consentito dal Governo di riempire – in percentuali minori rispetto alle capienze – gli stadi italiani che ospitano i prossimi Europei.