Lo scorso settembre il dj casertano Joseph Capriati ha pubblicato "Metamorfosi": all'interno c'è anche una collaborazione con un musicista che ha fatto la storia di Napoli come James Senese in "New Horizons". Un disco arrivato durante il periodo di lockdown che lo ha portato a non poter suonare dal vivo, ma gli ha fatto riscoprire la voglia di chiudersi in studio a fare nuova musica. In cantiere infatti c'è un progetto, un disco con un'altra leggenda della musica campana: Enzo Avitabile.

Come è nata questa passione per la musica?

È nata quando avevo 11 anni e di fronte casa mia vivevano gli americani. Festeggiavano la festa dell'indipendenza e li vedevo suonare, da quel momento decisi che volevo suonare anche io. Ma all'epoca non c'era la possibilità economica di comprare attrezzatura e vinili. Nel 1998 dopo la fine della scuola, andai a lavorare e cominciai a mettere i primi soldi da porte. Con tutto ciò che avevo guadagnato, comprai il mio primo giradischi a cinghia e il secondo lo presi da mia nonna. Per me poi è stato fondamentale cominciare con i vinili, perché poi erano anche gli ultimi anni della scena clubbing.

Quando hai capito che sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?

A 18 anni ho capito che sarebbe potuto diventare il mio lavoro, anzi che stava diventando il mio lavoro. Ho stampato il mio primo disco, e da lì lo hanno cominciato a suonare tutti i dj internazionali e cominciai ad avere richieste di serate. Nel frattempo però io sarei dovuto partire per il militare, avevo anche fatto la richiesta per andare sotto le armi e mi doveva arrivare questa famosa cartolina. Quando mi arrivo, uscì che la richiesta era stata rifiutata perché mancava un documento. In quel momento ho capito che il mio destino era fare il dj, perché dopo sei mesi stavo girando l'Europa.

Quali sono le differenze nel mondo del clubbing, rispetto al passato?

È molto più facile rispetto a prima fare dischi, ma è molto più difficile emergere perché ci sono 10 volte il numero degli artisti. Prima certamente per fare uscire un disco si rispettava uno standard di qualità, invece adesso ci sono tantissime piccole etichette che pubblicano progetti ogni settimana. Ci sono persone che meritano l'hype, meritano di andare avanti, ma questo deve essere dimostrato da quanti anni riesci a stare sulla cresta dell'onda. Io ho fatto tanta gavetta e non me ne vergogna.

Qual è il segreto della tua musica?

Il mio motto è: "Techno is the door, groove is the key". Il groove te lo può dare il ritmo, il funk, il soul, e l'anima groove ce l'abbiamo qua. Io prima di fare techno, io facevo house e per questo motivo l'ho riproposto nel mio ultimo progetto "Metamorfosi".

Ci racconti come hai incontrato James Senese e com'è nata la collaborazione?

Parlando di groove, ritorniamo sempre a Napoli e una sera sono stato a una serata omaggio per Pino Daniele "Pino è", dove suonava James. Quella sera era particolarmente ispirato, fece qualcosa di speciale. Ero in fase di produzione del mio nuovo disco e decisi di invitarlo in studio, lì nacque la magia. Adesso sto producendo un nuovo album con Enzo Avitabile, una cosa visionaria. Qualcosa che vi sorprenderà.