In un momento così difficile per l'Italia, e il mondo intero, costretto a rapportarsi con le conseguenze che comporta la diffusione del coronavirus, la musica assume un'importanza fondamentale, come valvola di sfogo e fonte di conforto costante. A questo proposito si è espresso uno dei grandi pilastri della musica, Ennio Morricone che in un'intervista all'Huffington Post non ha esitato ad esprimere le sue paure relative all'attuale condizione del nostro Paese, dichiarando di non gradire alcuni atteggiamenti degli italiani.

Il timore per le condizioni dell'Italia

Il vincitore di due premi Oscar, non ha nascosto il suo timore per le disastrose conseguenze verificatesi in seguito al dilagarsi del coronavirus che hanno costretto il governo ad adottare misure restrittive che comportano un isolamento della popolazione affinché il contagio sia limitato il più possibile. Il compositore racconta dei momenti di ansia vissuti dopo aver saputo che uno dei suoi figli non era stato bene:

Sono chiuso a casa con mia moglie Maria e penso che questo isolamento necessario stabilito dal Governo sarà sufficiente ad arginare il male che in qualche maniera ci circonda. Non compongo e non ascolto musica, non è questo il momento. Ho paura, come tutti. Nei giorni scorsi, mia moglie ed io siamo stati molto preoccupati per uno dei miei figli che non è stato bene, ma adesso sta meglio e ne siamo sollevati. Per il resto, però, siamo certamente preoccupati per quello che sta accadendo. Io lo sono molto. Non sappiamo questa situazione dove ci porterà.

Contrario ai flash mob fuori i balconi

Il fatto che la musica possa aiutare e confortare in una circostanza simile, dove è difficile tenere a bada l'angoscia verso ciò che accadrà nelle prossime settimane, non giustifica certi comportamenti che Ennio Morricone ha ritenuto inopportuni. Il riferimento è  ai flash mob che in tutta Italia hanno movimentato i balconi, come simbolo di speranza e condivisione, ma in un momento critico come questo perdono la loro valenza primaria:

A me questo fatto che molti cantino dai balconi o tra di loro e che sventolino le bandiere, da un lato fa simpatia, dall’altro lo ritengo inopportuno. Certo, un po’ di leggerezza può aiutare, non c’è alcun dubbio, ma in questi giorni c’è stata una percentuale molto alta di morti e ci vorrebbe più rispetto. Mi chiedo cosa pensino tutte quelle persone in quei momenti: secondo me pensano solo a loro stesse.