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Ed Sheeran sul processo per plagio: “È un insulto, se mi condannano la smetto con la musica”

Ed Sheeran ha minacciato di fermarsi con la musica in caso di condanna nel processo che lo vede indagato per plagio.
A cura di Francesco Raiola
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Ed Sheeran (Getty Images)
Ed Sheeran (Getty Images)

Da tempo, ormai, il cantautore britannico Ed Sheeran è impelagato in un processo per plagio arrivato alla sua seconda settimana dopo la richiesta di risarcimento da parte di Ed Townsend, co-autore con Marvin Gaye di Let's Get It On, canzone che, secondo l'accusa, sarebbe stata saccheggiata dalla hit "Thinking out loud", uno dei maggiori successi della carriera del cantautore. Ha fatto il giro del mondo la decisione del cantante di esibirsi direttamente nell'aula di Tribunale per dimostrare la sua estraneità al plagio, ma Sheeran, forse spinto dalla delusione e dalla rabbia, si è lasciato sfuggire la possibilità di mettere fine alla carriera musicsale in caso di condanna.

Lo riporta il Daily Mail che scrive che il cantante avrebbe minacciato di finirla qua se queste accuse infamanti trovassero riscontro da parte della Corte:  "Se accadesse (la condanna, ndr), ho chiuso, mi fermo"avrebbe detto il cantante interrogato dal suo avvocato che gli ha chiesto qual è il prezzo che sta pagando a causa di questo processo: "Trovo davvero offensivo dedicare tutta la mia vita a essere un artista e un cantautore e avere qualcuno che lo sminuisca", ha aggiunto il cantante . Nei giorni scorsi l'avvocato dell'accusa ha detto che Sheeran avrebbe ammesso durante un concerto di aver preso ispirazione da quella canzone, cosa negata con forza dal cantante.

"Se avessi fatto quello che mi stai accusando di fare, sarei un idiota a salire sul palco di fronte a 20.000 persone [e farlo]. Credo fermamente che la maggior parte delle canzoni pop siano costruite su elementi costitutivi che sono stati disponibili gratuitamente per centinaia di anni" ha spiegato Sheeran respingendo la richiesta di risarcimento da 100 milioni. Sheeran, inoltre ha anche spiegato che sono molti i colleghi che gli sono vicini in questa battaglia. Il cantautore non ha fatto i nomi, ma sarebbero vari, dice, a condividere le sue preoccupazioni per un processo che sarebbe una minaccia per il lavoro degli autori.

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