Ed Sheeran (Getty Images)
in foto: Ed Sheeran (Getty Images)

C'è la più grande popstar di questi ultimi anni che da anni vende milioni di copie, è ascoltato da milioni di persone in streaming, indipendentemente dal luogo in cui vivono i fan, e va in giro praticamente solo con la sua chitarra, riempendo stadi e allargando sempre di più la fanbase. A vederlo, Ed Sheeran, che oggi ha pubblicato il suo ultimo progetto, ovvero "No. 6 Collaborations Project", è esattamente l'idea che uno può farsi dell'antistar, niente coolness, niente pettinatura o abiti alla moda, ma la voglia di sembrare proprio il ragazzo della porta accanto, con talento, però. Sì, perché praticamente da qualche anno a questa parte Sheeran non sbaglia un colpo e il suo album precedente "÷" ha conquistato le classifiche di tutto il mondo, compresa quella italiana, da sempre non molto vicina ad album cantati in una lingua che non sia l'italiano, diventando l'album più ascoltato, nel 2017, nel nostro Paese.

Sheeran e il divertissement delle collaborazioni

Sheeran è indubbiamente una delle star più ricercate al mondo per un featuring (provate a chiederlo, ad esempio, a Tiziano Ferro, che grazie ad Andrea Bocelli ha realizzato il sogno di co-firmare con lui un caffè), ma non aveva ancora messo feat nei suoi album e così, ricordando quello che aveva fatto nel 2011 con un EP in cui aveva collaborato con alcuni esponenti rap della scena inglese, ha pensato bene di replicare quell'idea e riempire il suo nuovo progetto di tantissime collaborazioni, e potendo pescare ovunque volesse, ha scelto di chiamare "artisti di cui ero fan" come dichiarò qualche mese fa a Charlamagne Tha God (via Billboard), nell'unica intervista rilasciata: "L'ultima cosa che avrei voluto era tipo assecondare l'etichetta che mi diceva ‘Dovresti proprio lavorare con questa persona'. La mia idea era: ‘Se ho il cd e lo ascolto in auto allora ci lavorerò'. Ci sono tantissimi artisti che sono enormi e con cui avrei potuto lavorare, ma non avrebbe avuto senso per me". Un progetto che in qualche modo più che aggiungersi alla discografia di Sheeran si pone un passo di lato, un progetto sui generis che tenta una strada diversa, immerge il cantante in alcuni suoni che non gli appartengono del tutto, ma che lui adora, come avviene per il rap. E va preso per quello che è, ovvero uno ‘sfizio' che una delle più grandi star del mondo si è voluta togliere, con cose più riuscite e altre meno ma in cui il racconto personale occupa un bel pezzo dell'album, dalla sua adolescenza da ‘disadattato', la sua vita in giro per il mondo, ma anche il racconto dell'amore.

Ed Sheeran e l'amore per il rap

Insomma, guardare le collaborazioni del cantante inglese è un po' come scorrere la sua discoteca casalinga, una discoteca che mescola i generi, come avviene in quest'album nel quale non esiste "il suono di", non c'è un suono à la Sheeran – o meglio, c'è anche un suono alla Sheeran – e si possono incontrare sia pezzi uptempo di quelli che ci si può aspettare dal lui, come il singolo di lancio con Justin Bieber "I don't care", o ballatone come "Best part of me" (che sarebbe perfetta, appunto, voce e chitarra anche attorno a un falò) in collaborazione con YEBBA, ma veramente si passa dall'urban all'hip hip, grande amore del cantante. Immergersi in quest'album è un po' come immergersi nell'ultimo decennio di musica mainstream mondiale, con il re del dubstep Skrillex, con la Grime di Stormzy in cui Sheeran si diverte a rappare ("È arrivato il momento, Big Mike e Teddy sono sul grime, voglio provare cose nuove, loro vogliono che canti, perché nessuno pensa che scriva rime e ora sono tornato nel giro con i miei ragazzi"), il rap di Eminem e 50 Cent (in "Remember the name" il cantante canta della sua adolescenza da "disadattato" e di quando gli suggerivano di smettere di cantare).

Un album pieno di singoli/non singoli

Ci sono anche Travis Scott, la cui "Antisocial" è il nuovo singolo, Cardi B (assieme a Camila Cabello in "South of the borders", dal ritmo latino), fino a Bruno Mars in "BLOW", che parte à la Led Zeppelin ("Bruno è stata la prima persona che  ho chiamato e lui era tipo ‘Dai, facciamo una canzone assieme, solo noi' e poi è accaduto, ho fatto un pezzo con lui, uno con Justin e queste canzoni singole sono cresciute e poi sono diventate un progetto"). Praticamente un album pieno di potenziali singoli, da lanciare un po' per volta, in attesa di capire se ancora una volta Sheeran si prenderà lo scettro di questo 2019.